Idee: riflessione tra pizze, bruchi, farfalle e figli

Un amico: “CIAO! Allora, come va con quella tua idea?”

Io: “Sta lievitando… per la terza volta!”

Lui mi osserva, muto… 

Le idee nascono, crescono ma spesso non lievitano a sufficienza e sono da mettere da parte. Altre volte lievitano senza fatica, vengono cotte e servite come vere e proprie “idee da asporto”.

Vi sono poi quelle situazioni in cui le idee nascono, crescono e si sviluppano lievitando molto lentamente. Queste idee paiono addirittura fatte di una farina speciale, una farina che richiede periodi di lievitazione alternati a periodi di riposo e molta accortezza.

Dopo ogni lievitazione l’idea-impasto deve essere ripresa, rilavorata e manipolata per assumere nuova consistenza.

Tolti i grumi più evidenti l’idea-impasto deve essere riposta e lasciata riposare per consentire ad una nuova lievitazione di portarla a maturazione.

I tempi ed i cicli di lievitazione, manipolazione e riposo sono diversi per ciascun impasto, impossibile definirli prima.

L’abilità del cuoco nel dosare unto di gomito, sale in zucca e tempi di cottura è determinante.

Intrigante il punto di vista “metamorfico” di Annamaria Testa che paragona ad un bruco la prima idea, quella su cui serve un gran lavoro di sviluppo e messa a punto, quella che richiede pazienza, umiltà, dedizione e tenacia.

“Tutte le prime idee strisciano e sono mollicce, anche quelle davvero buone: per distinguere i bruchi dai semplici bacherozzi ci vuole tranquillità e una certa concentrazione”.

Annamaria invita a non mollare l’idea buona, anche quando la sua messa a punto può risultare lunga, faticosa e frustrante, invita a continuare a lavorarci fino a quando l’idea-buona, leggera e perfetta, inizia a volare da sola come una farfalla.

Qualcuno si spinge addirittura oltre sostenendo che dovremmo voler bene alle nostre idee come una madre ne vuole ad un figlio e, con tutto l’affetto di una madre, dovremmo proteggerle, custodirle, farle crescere per poi liberarle e lasciare andare. 

La mia idea-impasto riposa (non dorme…) da diverse lune.
La lievitazione prosegue lenta ma inarrestabile, soltanto qualche lieve tumulto scuote e fa vibrare delicatamente il pesante coperchio che la protegge.
Mi avvicino di tanto in tanto in silenzio, chiudo gli occhi, poggio le mani sul coperchio e resto sospeso nel tempo ad ascoltare quel perpetuo brulicare. Verrà il tempo… e la lascerò andare.

Annunci