IMPARARE ad IMPARARE è una Competenza

Ancora una volta scrivo di formazione, di una formazione che ha come obiettivo quello di favorire l’apprendimento promuovendo la cultura di una formazione costante ed un “apprendimento intenzionale”.

Partecipando al corso “Apprenditivo 1” tenuto dal Dott. Enrico Ghidoni il 27/11/2017 presso il Centro Malaguzzi di RE sono venuto a conoscenza del Protocollo d’intesa “Reggio Emilia provincia ad alto APPRENDIMENTO”.

Il Protocollo è stato sottoscritto da diversi enti provinciali con l’obiettivo di offrire a GIOVANI e ADULTI della provincia di Reggio Emilia l’opportunità di acquisire nuove competenze a partire proprio dalla capacità di IMPARARE ad IMPARARE.

Durante il corso ho ritrovato diversi argomenti studiati nel mio recente percorso di Laurea in Scienze della Comunicazione ed ho avuto ulteriore conferma del mio punto di vista: gli aspetti legati alla comunicazione e di conseguenza le problematiche relative a memoria, percezione, apprendimento, ecc, sono competenze trasversali che riguardano tutti, anche le professioni tecniche.

Periti, Ingegneri, Architetti, Dottori, Insegnanti, Professionisti in genere ma non solo, tutti abbiamo la necessità di comunicare qualcosa a qualcuno e, per farlo al meglio, abbiamo una sola possibilità: imparare ad imparare in modo volontario e continuo.

La formazione viene vissuta spesso come una costrizione, una perdita di tempo o troppo distante dai propri interessi. Oggi, in un mondo che corre a folle velocità ed i cambiamenti sono repentini, servono competenze allargate e la formazione dovrebbe essere invece percepita come unico mezzo per alimentare il serbatoio delle proprie competenze, l’unica possibilità per non viaggiare sempre in riserva o… rimanere a “secco”.

Sperando di fare cosa gradita e di fornire spunti di riflessione utili a qualcuno, colgo l’invito fatto durante la presentazione del corso e condivido alcuni semplici post dal mio blog relativi ad alcuni temi trattati, a partire dalla MEMORIA dei nostri utenti.

SPAN di memoria: teniamone conto!

Gli utenti percepiscono i nostri messaggi?

Dalle Istruzioni alle Neuroistruzioni con l’EYE-TRACKER

Persuadere o convincere il destinatario-ricevente?

Le immagini nella documentazione tecnica. Storie di fantasmi per adulti

In attesa di partecipare al corso “Apprenditivo 2” tenuto dal Dott. Marco Ruini, segnalo il programma con gli eventi della SETTIMANA DELL’APPRENDIMENTO 27 Novembre – 2 Dicembre

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ai-learning: e-rrore o opportunità?

In un mercato globale nel quale le aziende tendono a decentrare/delocalizzare a centinaia (spesso a migliaia) di Km sedi e stabilimenti produttivi, gli strumenti ideali per garantire una adeguata formazione sono indubbiamente le piattaforme e-learning (che ho ribattezzato ai-learning).

Le metodologie e-learning, sempre più utilizzate e proposte come strumento formativo in ambito scolastico/universitario, oltre che in ambito specialistico (vedi ad es. corsi di formazione a favore di enti/collegi di categoria), consentono di ottenere questi principali vantaggi: eliminazione carta; riduzione costi trasferte/docenze; reperibilità e accesso della documentazione in qualsiasi momento; uniformità di informazione.

Ulteriori vantaggi sono dati inoltre da: possibilità di progettare materiali didattici mirati con contenuti specifici, assenza di orari vincolati/forzati, possibilità di monitorare il livello di apprendimento delle figure da formare.

A differenza dei corsi universitari, all’interno dei quali vengono fornite tutte le nozioni fondamentali necessarie, la formazione aziendale dovrebbe concentrarsi sulle caratteristiche specifiche del prodotto, addentrandosi nei particolari e spiegando i criteri e le motivazioni delle scelte fatte, ad es.: perché si utilizzano determinate tolleranze sui disegni tecnici; oppure perché sono stati scelti determinati materiali e non altri; ecc.

Porto ad esempio 3 problematiche ricorrenti:

  1. un Ingegnere neoassunto (che durante gli studi accademici avrà sicuramente avuto modo di studiare ed approfondire le problematiche legate alla progettazione degli ingranaggi e della cinematica degli stessi) difficilmente potrà comprendere appieno le scelte tecniche fatte dall’azienda se non attraverso una minima formazione interna.
  2. Allo stesso modo lo stesso Ingegnere solamente dopo un percorso di formazione specifico potrà essere in grado di “comunicare” e comprendere il linguaggio di quella azienda tramite codici, riferimenti o sigle (il gergo aziendale).
  3. Ad oggi, a fronte di personale neoassunto, si organizzano spesso mini-corsi interni (non sempre esaustivi) con l’intento di spiegare alla meno peggio “cosa produco”, “come sono organizzato” e poco più.

Con questo sistema si hanno tendenzialmente 2 problemi:

  • Ad ogni nuova assunzione almeno 1 o 2 figure aziendali “spendono” tempo per istruire il neoassunto;
  • Non si ha un feedback di quanto è stato recepito dal neoassunto.

Proprio per risolvere queste carenze ed altre problematiche legate alla formazione aziendale, ritengo la formazione ai-learning (dove ai sta per formazione interna all’azienda) un potente strumento su cui puntare in modo deciso.

Spesso le aziende investono enormi capitali in immagine (bellissimi loghi, cartelloni e gadget) sottovalutando il problema della formazione tecnica, un prodotto più che essere bello deve soddisfare la clientela in termini di sicurezza, qualità e prestazioni (un buon prodotto si acquista anche se costa un po’ di più).

Per fare questo però non basta pensare a “riorganizzare” i sistemi produttivi (lean thinking o altro), si deve innovare sperimentando in modo serio nuove soluzioni partendo da una base tecnica solida.

ai-learning quindi non è un e-rrore di scrittura ma bensì una grande opportunità per tutte quelle aziende intenzionate a far crescere i propri dipendenti e la qualità dei propri prodotti.

PS: in realtà il termine scritto in origine era i-learning ma, dopo una breve ricerca, ho scoperto che ilearning sono prodotti utilizzati da Oracle, pertanto ho variato (mio malgrado) il termine originale in ai-learning. In questo modo il ruolo della persona da formare assume un ruolo centrale, infatti con il termine ai, risulta evidente che IO (ai in inglese) sono colui che si forma ed impara (learn). Scusate per il disguido.