Persuadere o convincere il destinatario-ricevente?

Riprendo questo argomento che avevo utilizzato per un elaborato presentato per un esame universitario: Le immagini nella documentazione tecnica. Storie di fantasmi per adulti

La retorica moderna attribuisce un significato differente ai due termini.

Indipendentemente dal significato specifico, la fonte emittente (scrittore o parlante) deve sempre risultare credibile riportando fatti concreti e dimostrabili o, in alternativa, fornendo esempi. I cinque assiomi della comunicazione

  1. È impossibile non comunicare.
  2. Ogni atto comunicativo ha un livello di contenuto ed uno di relazione.
  3. La natura della relazione tra gli interlocutori dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione.
  4. Gli esseri umani comunicano sia tramite un modulo comunicativo digitale (verbale) sia tramite un modulo analogico (non verbale).
  5. Tutti gli scambi di comunicazione possono essere simmetrici o complementari a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza.

Le persone cercano messaggi chiari e diretti, vogliono sapere cosa fare e proprio per questo, in determinate condizioni, devono essere persuase e non convinte.

Persuadere Vs Convincere

  • Persuadere:
    • uditorio specifico,
    • fa leva sul patrimonio emotivo di chi ascolta,
    • ha l’esigenza di sorprendere (es. sostiene una tesi differente da quella attesa dal ricevente).
  • Convincere:
    • non ha uditorio specifico,
    • è rivolto a tutti,
    • le premesse sono assolutamente vere.

Molti sono convinti che dietro ogni comunicazione vi sia la volontà di influenzare il ricevente.

Cosa significa ”influenzare il ricevente” quando parliamo di comunicazione tecnica e nello specifico di messaggi o istruzioni? Quale scopo ha una istruzione? Quale cambiamento vuole produrre nel ricevente?

A differenza di una comunicazione tecnica generica che può avere un intento informativo o descrittivo riferito ad esempio un oggetto, lo scopo di un’istruzione è quello di persuadere il ricevente a mettere in atto un determinato comportamento.

Per essere persuasiva però una istruzione deve avere effetti:

  • sul piano cognitivo,
  • sul piano comportamentale.

Possiamo considerare le istruzioni contenute all’interno di manuali o documenti tecnici una forma di comunicazione persuasiva, ogni istruzione mira a correggere un possibile comportamento errato del ricevente a favore di un comportamento corretto e sicuro: quello descritto.

Ritengo che anche nella scrittura si possano applicare le massime della conversazione con cui Grice definisce la comunicazione come una attività sociale regolata sul principio di cooperazione.

Da tale principio Grice fa discendere quattro massime:

  • di quantità: le informazioni sono esaurienti, non ridondanti o superflue,
  • di qualità: le informazioni sono vere e provate,
  • di relazione: le informazioni sono pertinenti,
  • di modo: le informazioni sono comprensibili, chiare, ordinate e concise.

Persuasione ed effetti persuasivi

“Le prove sono la via più semplice per condurre chi ascolta (o legge nel nostro caso) a cambiare opinione”. (Aristotele, 384 a.C. – 322 a.C.)

Secondo alcuni studi sperimentali, si hanno buone possibilità di ottenere effetti persuasivi facendo interagire tra loro i tre elementi della comunicazione: fonte, messaggio, ricevente.

1. Fonte emittente: Chi scrive o parla deve esse percepito dal ricevente come fonte credibile. Una fonte risulta credibile quando rispetta le massime di Grice e si dimostra:

  • Competente,
  • Esperta,
  • Affidabile,
  • Sincera.

Altro elemento indispensabile è la fiducia che il ricevente ripone nella fonte emittente: “perché mi comunica questo?”. Il ricevente deve essere messo in condizioni di comprendere che “quel messaggio” è stato pensato appositamente per lui. Mentre sfoglia un documento alla ricerca ad esempio di un’istruzione o un messaggio utile, il ricevente si forma delle aspettative rispetto al contenuto e di conseguenza rispetto alla fonte.

Quando la fonte Allora
  • sostiene una posizione in linea con quella attesa
  • può risultare sincera ma scarsamente persuasiva
  • sostiene una posizione diversa da quella attesa e apparentemente contro i propri interessi
  • acquista maggiore potere persuasivo
  • è persuasiva e risulta credibile
  • è in grado di influenzare l’atteggiamento del ricevente,
  • il ricevente integra la nuova opinione nel sistema di credenze e valori preesistente

2. Messaggio: stile e struttura di presentazione. Un messaggio persuasivo dovrebbe:

  • favorire la comprensione e la memorizzazione dei contenuti,
  • evidenziare i vantaggi derivanti dalla sua accettazione,
  • evidenziare gli svantaggi nel caso in cui non venga accettato. I testi possono essere compresi più facilmente se sono introdotti da un titolo poiché questo consente al lettore di:
  • farsi un’idea del contenuto,
  • costruirsi uno schema che guida la comprensione.
Quando il messaggio  E Allora
  • è unilaterale,
  • insiste sulla tesi da fare accettare
  • viene percepito maggiormente vantaggioso per la fonte
  • aumentano le distanze
  • si rafforzano le opinioni originali del ricevente
  • non vi sono grandi cambiamenti di opinione
  • propone tesi alternative (confutabili)
  • viene percepito NON vantaggioso per la fonte
  • è in grado di provocare maggiori cambiamenti di opinione

Hovland, Lumsdaine e Sheffield – 1949 (Yale)

Il messaggio deve o dovrebbe riflettere il più possibile il modello mentale del ricevente. Una cosa è rivolgersi ad un tecnico specializzato, cosa ben diversa è rivolgersi ad utenti inesperti. Vi sono elementi che possono determinare una comunicazione non simmetrica in grado di compromettere la qualità della relazione tra fonte-emittente e destinatario-ricevente:

  • Termini tecnici specifici:
    • aiutano coloro che lavorano in quel determinato settore,
    • possono risultare incomprensibili a tutti gli altri.
  • Falsi tecnicismi:
    • sono polvere negli occhi,
    • creano confusione,
    • disorientano il ricevente.
  • Frasi troppo lunghe:
    • trasformano il messaggio in un fantasma comunicativo,
    • pochi le leggeranno in modo completo,
    • solo alcuni le comprenderanno.
  • Forme negative:
    • sono meno comprensibili,
    • implicano un carico cognitivo maggiore,
    • risultano più difficili da comprendere. Questa difficoltà aumenta in condizioni di attenzione limitata.

3. Ricevente: possiede buone capacità di resistenza alla persuasione.

Ogni individuo ha opinioni, credenze, valori e atteggiamenti propri che lo inducono a mettere in atto determinati comportamenti. Persuadere un individuo attraverso un messaggio o una singola istruzione non è semplice e tantomeno scontato. Il ricevente è spesso diffidente e ritiene che:

  • certe cose possano capitare solo ad altre persone meno “esperte” di lui,
  • leggere messaggi-istruzioni sia inutile (“prima di leggere provo a fare qualcosa io…”),
  • seguire le indicazioni presentate comporti un inutile spreco di tempo.
Quando il ricevente Allora
  • percepisce i comportamenti raccomandati come efficaci per fronteggiare la minaccia
  • si fida della fonte,
  • legge e si attiene a messaggi o istruzioni,
  • percepisce che il problema è grave,
  • si sente vulnerabile rispetto ad esso,
  • si sente preparato per affrontarli,
  • è motivato ad attuare comportamenti di protezione

Pre-persuasione

Prima di descrivere alcune strategie della persuasione dobbiamo necessariamente attraversare i territori della pre-persuasione.

Le informazioni contenute in un testo visivo devono essere presentate in modo da produrre effetti pre-persuasivi sul ricevente, devono cioè essere in grado di influenzarlo inconsciamente, dirigendo i suoi pensieri e le sue prese di decisione attraverso quello che viene chiamato “effetto framing”.

In questa fase la fonte emittente:

  • presenta i dati in modo tale da facilitare la presa di decisone del ricevente,
  • non dice cosa pensa,
  • non dice cosa vuole pensi il destinatario.

La fonte emittente influenza e dirige i pensieri del ricevente presentando le informazioni come vere. Per fare questo la fonte emittente può utilizzare:

  • esche:
    • immagini di oggetti, colori, o altro in grado di fornire un contrasto fra due possibili alternative,
    • insinuazioni: informazioni presentate in maniera tale da essere ritenute vere.
  • fattoidi:
    • affermazione di un fatto che non viene sostenuto da prove evidenti (perché falsa o perché non è possibile ottenere prove a sostegno dell’affermazione), ma è presentata in maniera tale da essere ritenuta vera. I fattoidi possono avere un effetto molto potente sulle nostre opinioni ed azioni, allo stesso tempo sono rischiosi in quanto, se smascherati, possono rendere la fonte non affidabile.

Persuasione

Nel caso della comunicazione tecnica la persuasione non mira quindi a persuadere il ricevente ad acquistare un prodotto ma vuole persuaderlo a mettere in atto un comportamento corretto.

Recenti studi hanno rilevato che presentare dati attraverso informazioni numeriche, come ad esempio dati percentuali, non stimola sufficientemente e non coinvolge emotivamente il destinatario. Le persone hanno difficoltà a tradurre i numeri in significati.

Ad esempio: affermare che un vaccino potrebbe uccidere 200 persone su 600 in un villaggio è molto diverso dall’affermare che quel vaccino potrebbe salvare 400 persone su 600. La percezione cambia, il risultato no.

Molto meglio quindi presentare informazioni attraverso scritte verbali o iconografie. Secondo l’euristica dell’affetto (affect) quando lo stimolo (la percezione del messaggio) produce un’emozione:

  • positiva: la persona non cambia opinione e mantiene quello stato delle cose,
  • negativa: la persona cambia opinione e mette in atto un comportamento atto a ridurre quella emozione.

La teoria del prospetto afferma che le persone forniscono risposte diverse a diverse formulazioni del problema, in funzione del proprio:

  • potenziale (frame) di perdita: risultato efficace nella promozione delle mammografie, test HIV, altro.
    • In questo caso la perdita è notevole: si rischia la morte.
    • Il destinatario mette in atto un comportamento di individuazione: controllo dello stato di salute.
  • potenziale (frame) di guadagno: risultato efficace nell’uso preventivo di creme solari, altro.
    • In questo caso il guadagno è una protezione contro i raggi del sole.
    • Il destinatario mette in atto un comportamento di prevenzione: mantenimento dello stato di salute.

La percezione di un pericolo è una predisposizione innata a cui il ricevente associa un significato. La paura è un apprendimento condizionato.

Per dare un significato ad un messaggio e prima di modificare il proprio comportamento, il ricevente deve tradurlo in un valore di rischio individuale: qual è il mio rischio?

Sette strategie per persuadere il ricevente

Riporto alcuni concetti che, in qualche modo, si legano alla comunicazione tra fonte-emittente e destinatario-ricevente.

Semplificazione Attraverso la semplificazione (es. dei messaggi) il destinatario aumenta la propria motivazione, la propria autostima e si sente piò efficace (più bravo) quando porta a termine una azione
Indirizzamento Guidare il destinatario passo-passo attraverso una serie predefinita di azioni
Personalizzazione Le persone mostrano interesse per i messaggi che sembrano creati appositamente per loro
Suggerimento Trovare il momento o lo spazio visivo più idonei per comunicare un messaggio
Automonitoraggio (meno rilevante) Controllare e analizzare una determinata caratteristica trasmettendo un feedback
Monitoraggio Quando una persona si sente “osservata” tende a rispettare norme sociali di comportamento

Condizionamento operante

Per modificare il comportamento e persuadere il destinatario, si possono mettere in atto azioni “premianti” in modo da aumentare la probabilità che certi comportamenti vengano ripetuti

Conclusioni

Termina qui questo mio lungo percorso, iniziato con una pioggerellina di idee e trasformatosi in un diluvio di informazioni organizzate secondo schemi mentali personali.

Se comunicare significa trasmettere un contenuto tramite un atto enunciativo, questo documento possiede, a tutti gli effetti, una funzione comunicativa:

  • cognitiva,
  • relazionale,
  • partecipativa,
  • connessa all’azione.

Mi scuso già da ora per eventuali errori o per eventuali, assolutamente involontari, stravolgimenti di concetti.

L’ampia bibliografia da cui ho attinto resta, in ogni caso, il primo riferimento per coloro che intendessero approfondire gli argomenti presentati in questo elaborato. Con la speranza di aver composto un elaborato coerente e di aver fornito argomenti di interesse, mi congedo  con queste parole di Calvino:

“ A cavallo del nostro secchio, ci affacceremo al nuovo millennio, senza sperare di trovarci nulla di più di quello che saremo capaci di portarci”.

Bibliografia semplificata:

  • Lotto e Rumiati, 2007 – Introduzione alla psicologia della comunicazione (il Mulino)
  • Yvonne Bindi, 2017 – Language design (Apogeo)

Qui il link al documento completo: http://wp.me/pYL2M-dV

Comunicatori Tecnici “Influential”

La professione del Comunicatore Tecnico evolve e si trasforma istante dopo istante inseguendo, affiancando o anticipando tecnologie, prodotti o qualsiasi altro elemento che dovrà essere:

  • ideato,
  • prodotto,
  • assemblato,
  • testato,
  • pubblicizzato,
  • venduto,
  • imballato,
  • spedito,
  • installato,
  • utilizzato,
  • regolato,
  • conservato,
  • riparato,
  • dismesso,
  • smaltito,
  • riciclato.

Prima, durante e dopo questo lungo ciclo di vita il Comunicatore Tecnico dovrà essere in grado di trovare la soluzione comunicativa più efficace garantendo:

  • semplicità (che non significa banalità),
  • chiarezza,
  • qualità,
  • sicurezza.

Condividere esperienze, idee e proporre soluzioni è, oggi, fondamentale per confrontarsi in un mondo sempre più complesso ed offre la possibilità di divenire un vero e proprio punto di riferimento.
Qualcuno si mette in gioco più di altri e questi sono gli interessanti risultati finali:

The Most Influential Technical Communicator Bloggers
https://mindtouch.com/resources/the-most-influential-technical-communicator-bloggers

Segnalo inoltre queste sette semplici ma fondamentali regole legate al nome del terzo classificato Scott Abel:

Seven Habits of Highly Effective Technical Writers
http://thecontentwrangler.com/2017/03/07/seven-habits-highly-effective-technical-writers/

Il peso delle informazioni

istruzioni-pesoL’acquisto di una stampante multifunzione è una pratica entrata nelle abitudini e nelle voci di spesa delle “nuove famiglie digitali”.
La digitalizzazione dei tanti documenti che ci riguardano (bollette, contratti, fotografie, ecc…) rende la stampante multifunzione un accessorio indispensabile anche in ambito casalingo, un bene di consumo più o meno duraturo…

Quale stampante scegliere?

Le risposte potrebbero essere tutte e nessuna.
Alcuni puntano esclusivamente sul prezzo più basso o all’offerta del momento, altri puntano diretti alla marca o al modello consigliato dall’amico.
Ovviamente ciascuno è libero di seguire il proprio “credo” anche se la cosa più semplice è quella di partire da una domanda più precisa:
Quale stampante multifunzione “mi serve”?

Dipende, probabilmente avremo più risposte e diversi dubbi, in funzione di quello che dovremo fare (stampare foto, scannerizzare, fare fotocopie, ecc).

Se non siamo molto esperti in materia e siamo alla ricerca di un prodotto per un utilizzo medio con un buon rapporto qualità-prezzo, la rete è certamente il primo strumento utile per chiarie alcuni dubbi ma, a volte, può avere un effetto contrario.

Il vantaggio della rete è quello di offrirci una marea di prodotti, dati tecnici, recensioni, oltre che la possibilità di acquistare comodamente da casa.
La rete presenta però anche qualche svantaggio, ad esempio:

  1. confonde le idee a fronte di pareri contrastanti,
  2. propone prodotti che non sempre trovo in negozio.

Il mio consiglio, per coloro che acquistano la stampante multifunzione direttamente in negozio, è quello di iniziare dalle informazioni presenti sull’imballo che contiene il prodotto mettendoli a confronto tra loro.
Seguendo questa logica nei giorni scorsi mi sono recato presso un noto centro commerciale per acquistare una nuova stampante multifunzione (getto d’inchiostro) per utilizzo “casalingo” .
In bella mostra trovo tre antagoniste del mercato, tutte in “OFFERTA” allo stesso prezzo e apparentemente equivalenti.

Le informazioni sul volantino non sono però esaustive così mi affido alle informazioni riportate con simboli e testi sui relativi imballi.
Dopo un primo confronto sembrano davvero molto simili in termini di prestazioni seppure con tecniche differenti (2 cartucce, 4 cartucce, ecc..).
Non troppo soddisfatto inizio a leggere le prestazioni di altri prodotti posti a scaffale ma NON in OFFERTA (!).
Alcune informazioni chiare e ben visibili attirano la mia attenzione:

  • numero di pagine stampabili: superiore ai tre prodotti in offerta,
  • costo stampe/ricariche: vantaggioso rispetto ai tre prodotti in offerta
  • qualità scansione: superiore a tre prodotti in offerta,
  • qualità di stampa equivalente ai tre prodotti in offerta,
  • collegamento tramite wi-fi e/o USB (una in offerta non aveva wi-fi),
  • possibilità stampa da smartphone (solo una delle tre in offerta),
  • due cartucce/ricariche,
  • prezzo di questo prodotto a scaffale… non esposto.

Mi informo e, con non poca sorpresa, scopro che il prezzo è il medesimo dei prodotti in offerta.
Ringrazio e verifico nuovamente, forse mi è sfuggito qualcosa… ma non è così e la compro.
Dopo due precedenti stampanti multifunzione HP ed una Canon, proseguo quindi con una nuova Canon.

Le informazioni sulla confezione (chiare, visibili, comprensibili)  mi hanno permesso di acquistare un prodotto con prestazioni superiori allo stesso prezzo di quelli in offerta.
In questo caso le informazioni sul prodotto hanno avuto un “peso” determinante sulla mia scelta.

Rientrato a casa apro la confezione e sono meravigliato dalla mole di “carta” che trovo al suo interno: istruzioni ed informazioni (utilissime) per l’installazione ma stampate in molteplici lingue suddivisi in tantissimi opuscoli. Effetto globalizzazione…

L’installazione è semplice e guidata a pc, lancio le prime stampe e tutto funziona senza intoppi.
Resta soltanto il dubbio sulla necessità di tutta quella carta che mai utilizzerò se non come rifiuto da riciclare…

Informazioni ed istruzioni di prodotto hanno un loro peso (anche fisico), teniamone conto e valutiamo sempre eventuali benefici e possibili impatti.

Comunicazione tecnica N.0 : quando a migrare è il linguaggio tecnico

Esseri umani, culture, destini, speranze, gesti, volti, sguardi, smorfie, voci, parole, lingue e linguaggi.

Questi sono soltanto alcuni degli ingredienti di un cambiamento in atto, cambiamento che si rifletterà inesorabilmente anche sul mondo della comunicazione, dal semplice cartello appeso sul bus al documento dell’ente pubblico rivolto al cittadino.

Cosa c’entra tutto questo con il linguaggio tecnico?
Come possono avere punti di collegamento migrazione e comunicazione tecnica in Italia?

Partendo da tre semplici definizioni del termine migrazione (fonte Treccani online) cercherò di spiegare in modo metaforico come vedo, dal mio piccolo punto di osservazione, il futuro della comunicazione tecnica.

1. Def. Migrazioni umane : Spostamento, definitivo o temporaneo, di gruppi da un territorio a un altro, da una ad altra sede, determinato da ragioni varie, ma essenzialmente da necessità di vita.
Commento personale: Migrazioni umane: Assistiamo oggi ad un costante ed irreversibile flusso migratorio destinato a cambiare, nonostante tutto e nonostante tutti, il l’Italia e l’Europa del futuro.
Inevitabilmente dovremo cambiare il nostro modo di ascoltare, spiegare e fare comunicazione, anche quella tecnica, adeguandola a nuovi standard ad oggi indefinibili.

2. Def. Geografia fisica : Fenomeno di spostamento di entità varie.
Commento personale: Si sposteranno entità fisiche, ma non solo.
Si sposteranno esseri umani ma, allo stesso tempo, si sposteranno ideologie, culture, concetti, parole, significati.

3. Def. Biologia e medicina : L’ascesso migrante è quello freddo, che dalla primitiva sede di formazione si sposta per gravità, seguendo le vie di minore resistenza.
Commento personale: Seguendo le vie di minore resistenza alcuni termini prenderanno il sopravvento mentre altri scompariranno o cadranno in disuso.

Nuovi scenari nel medio periodo

Il linguaggio tecnico e la comunicazione in generale dovranno forzatamente adeguarsi ai nuovi standard, tenendo conto dei cambiamenti e del nuovo profilo dell’utente medio.
La via più immediata e semplice potrebbe rivelarsi quella di sostituire i testi con immagini anche se prestiti, calchi e neologismi favoriranno la nascita di nuove parole e di nuovi linguaggi, forse più semplici o realmente più poveri, in grado di generare un nuovo italiano standard.
Vecchie parole e vecchi linguaggi migreranno verso nuovi termini e nuovi significati in tutti i settori della comunicazione.

  • Linguaggio tecnico scientifico
    Grazie all’utilizzo di termini molto specifici e concetti complessi rivolti ad esperti del settore, il linguaggio tecnico scientifico sarà investita probabilmente solo in parte da questi cambiamenti.
  • Linguaggio settoriale
    Il linguaggio settoriale potrebbe seguire strade differenti.
    Se nel settore aerospaziale, ad esempio, si utilizzano termini specifici e si tenta di semplificare la comunicazione attraverso linguaggi come il Simplified Technical English, nel settore delle macchine agricole, dove i lavoratori stranieri sono numerosi, la semplificazione del linguaggio e dei termini è una vera necessità.
  • Linguaggio per l’utente medio
    Il linguaggio utilizzato per comunicare con l’utente medio sarà probabilmente il settore con le maggiori criticità.
    Ricadono in questo ambito tutte le informazioni rivolte al cittadino relative ad attività svolte nel quotidiano come ad esempio le istruzioni d’uso per elettrodomestici (dal più piccolo al più grande).
    Allo stesso modo dovrà adeguarsi ai futuri nuovi standard anche la pubblicità.
  • Enti pubblici e servizi al cittadino
    A partire dai semplici avvisi nei locali o sui mezzi pubblici per arrivare alla burocrazia degli enti comunali, tutto il settore dovrà compiere uno sforzo enorme per adeguarsi alle nuove realtà. Semplificare i tanti documenti scritti attualmente in “legalese” e renderli accessibili e comprensibili al nuovo cittadino medio sarà la sfida più importante.

Comunicazione tecnica N.0

Se il web 1.0 è ormai un lontano ricordo, la comunicazione 2.0 ha portato un dinamismo carico di nuove opportunità dove, oggi, la tendenza è quella di osare sempre più arrivando a parlare di 3.0, 4.0 ed oltre.
Ma cosa significano in concreto queste cifre? Nulla o poco più.
Tanto vale allora parlare di comunicazione N.0 (ennepuntozero) dove ciascuno può attribuire ad “N” qualsiasi valore o significato, “N” possibilità di scelta.

La situazione oggi (fonte http://www.programmaintegra.it )

La lingua parlata prevalentemente in famiglia è l’italiano per il 38,5% degli stranieri di sei anni e più, tra le donne questa quota raggiunge il 45,7%, rispetto al 29,7% degli uomini, ma sono soprattutto i minori, di età compresa tra i 6 e i 17 anni, a parlare italiano in famiglia (47,3% contro il 36,8% dei maggiorenni).L’uso della lingua italiana nei luoghi di lavoro accomuna invece oltre il 90% degli stranieri, a prescindere dalla lingua e dal Paese di origine.

La maggior parte dei migranti giunti in Italia prima del compimento dei 16 anni dichiara di non avere alcuna difficoltà a leggere (73,3%) e a scrivere (71,8%) in italiano.
Sono oltre la metà, invece, gli stranieri che entrati in Italia a 35 anni o più manifestano difficoltà a comprendere e parlare l’italiano (rispettivamente 52,2% e 55%).

Infine, per ciò che riguarda l’accesso alle informazioni, l’indagine rileva che il 37,5% dei cittadini migranti ha difficoltà a comprendere il telegiornale in lingua italiana, mentre il 39% ha invece difficoltà nell’interagire al telefono con persone di lingua madre italiana e negli uffici pubblici.

E domani?

I recenti flussi migratori scombineranno queste percentuali e, ancora una volta, la comunicazione avrà un ruolo fondamentale per favorire l’integrazione tra persone, culture e linguaggi differenti.
La contaminazione con nuove lingue e nuovi linguaggi porterà una ulteriore evoluzione della lingua italiana dove assi e variabili ricollocheranno l’italiano standard del futuro.
I cambiamenti avverranno prima attraverso la lingua parlata e successivamente nei dizionari e nei documenti scritti.
Nascerà un nuovo linguaggio, un nuovo italiano standard comprensibile dalle vecchie e dalle nuove generazioni.
Da qualche tempo anche in Italia si parla di un linguaggio semplificato, paragonabile al Simplified Techncial English e prende il nome di Italiano Tecnico Semplificato:

Impossibile definire oggi scenari e standard futuri, possibile però fare alcune ipotesi con una sola certezza: dopo le masse umane anche le parole affronteranno e supereranno barriere e preconcetti migrando verso una comunicazione tecnica N.0.

Altri articoli:
Gli utenti percepiscono i nostri messaggi?
ITALIA: sempre più un paese di anziani

Ingegneria sociale: applicabile anche alla comunicazione tecnica?

sardegna lampo RITAGLIATOIngegneria sociale: questo termine ha catturato la mia attenzione durante l’intervento di Carlo Freccero al recente Festival della comunicazione di Camogli.

Pensati per carpire informazioni personali, gli studi di Ingegneria sociale sono utilizzati per “lavorare” a livello inconscio sul singolo individuo ma anche per ottenere il controllo delle masse (es. in politica) sfruttando alcune caratteristiche del carattere umano come ad esempio: pigrizia, buona fede, superficialità.

L’ingegneria sociale assume spesso una accezione negativa e l’Ingegnere sociale viene visto come un abile hacker che recupera informazioni e dati personali di un singolo individuo con l’intento di manipolarlo.

Se nell’immaginario collettivo il termine Ingegneria sociale fa rima con cyber-crimini, truffe e roba simile, lo scopo dell’Ingegnere sociale è quello di conoscere, scoprire, informare, divulgare ma NON distruggere o danneggiare.

L’Ingegnere sociale sceglie la vittima e, dopo una analisi preliminare:
• ottiene informazioni di base,
• costruisce l’attacco,
• sferra l’attacco,
• mette in atto strategie di fuga,
• predispone eventuali contromosse.

Le informazioni di base possono essere recuperate ovviamente online ma anche in altri modi (rovistando tra i rifiuti, contattando direttamente la vittima, ecc).

In ogni caso l’Ingegnere sociale sfrutta la pigrizia o l’ingenuità della potenziale vittima (es. dati sensibili disponibili in rete).
In rete si possono trovare riferimenti e documenti che illustrano le varie tecniche ed i campi di applicazione dell’Ingegneria sociale con le relative tecniche di difesa:
http://amslaurea.unibo.it/2701/1/melis_andrea_tesi.pdf
http://www.navigaweb.net/2012/08/tecniche-di-ingegneria-sociale.html.

L’argomento è molto vasto ed interessante e ritengo che alcune tecniche possano essere esportate in anche nel settore della comunicazione tecnica (es. manualistica tecnica o informazione scientifica) per :
• identificare le caratteristiche del potenziale utente/utilizzatore,
• individuarne le abitudini (es. l’utente esperto non legge le istruzioni ma procede a suo modo),
• scoprirne le esigenze (cosa gli serve o cosa vorrebbero trovarsi tra le mani)
• informarlo in modo adeguato.

Le informazioni recuperate attraverso tecniche di Ingegneria sociale (e quindi a livello inconscio) possono rivelarsi più credibili e veritiere di quelle raccolte con strategie quali questionari o interviste (vedi gli strumenti per la raccolta dati) e potrebbero fornire indicazioni necessarie per costruire documenti più vicini alle esigenze reali dell’utente/utilizzatore finale.

Allo stesso modo si potrebbero applicare alcune di queste tecniche in altri svariati ambiti, compresi quelli sconfinati della sicurezza.

Scarica qui la Mappa mentale “Sicurezza e Privacy”

Formazione EXPOnenziale per Comunicatori Tecnici

SAMSUNGRiprende il percorso formativo di comunicazione tecnica più completo e articolato presente in Italia.
Nuovi corsi strutturati su misura per aiutare chi redige manuali ma non solo: progettare online help e pubblicazioni multicanale, scrivere documentazione per applicativi software, migliorare la redazione tecnica, porre le basi verso il linguaggio controllato.
Questo e molto altro nella nuova edizione di Writec Academy.

In attesa dell’evento più importante del 2015, prende il via il PROGETTO SPERIMENTALE di Technical Communication che vede la collaborazione degli studenti della Texas Tech University e della Civica Scuola Interpreti e Traduttori di Milano (ex-Scuola Milano Lingue)  .

Tenuto presso la sede milanese e voluto dal Direttore Prof. Pietro Schenone, il corso è coordinato dal Prof. Miles Kimball  della Facoltà di Technical Communication & Rethoric con il supporto di Vilma Zamboli e di Writec.

Gli studenti americani e gli studenti italiani lavoreranno telematicamente ‘faccia a faccia’ per realizzare una guida che accompagnerà i giovani di tutto il mondo all’interno del Padiglione Italia a EXPO 2015.
Resta in contatto:  https://www.facebook.com/pages/Writec/537780282931658

La formazione del Comunicatore Tecnico

Formazione CTLa formazione continua aumenta le possibilità di interscambio e di confronto con tutto ciò che ci circonda.
Questo si traduce in una crescita del proprio bagaglio personale e professionale, sempre più importante in un panorama lavorativo complesso e movimentato come quello odierno.

Attraverso alcuni semplici schemi ho tentato di illustrare visivamente come, all’aumentare della formazione e delle competenze, aumentano le possibilità di interscambio e di confronto con il “mondo esterno”.

Interscambio e confronto costruttivo aggiungeranno ulteriori competenze alla nostra nuova base.

Scarica il file PDF : Formazione del comunicatore Tecnico

Scarica la presentazione Power Point : Formazione Comunicatore Tecnico