Il peso delle informazioni

istruzioni-pesoL’acquisto di una stampante multifunzione è una pratica entrata nelle abitudini e nelle voci di spesa delle “nuove famiglie digitali”.
La digitalizzazione dei tanti documenti che ci riguardano (bollette, contratti, fotografie, ecc…) rende la stampante multifunzione un accessorio indispensabile anche in ambito casalingo, un bene di consumo più o meno duraturo…

Quale stampante scegliere?

Le risposte potrebbero essere tutte e nessuna.
Alcuni puntano esclusivamente sul prezzo più basso o all’offerta del momento, altri puntano diretti alla marca o al modello consigliato dall’amico.
Ovviamente ciascuno è libero di seguire il proprio “credo” anche se la cosa più semplice è quella di partire da una domanda più precisa:
Quale stampante multifunzione “mi serve”?

Dipende, probabilmente avremo più risposte e diversi dubbi, in funzione di quello che dovremo fare (stampare foto, scannerizzare, fare fotocopie, ecc).

Se non siamo molto esperti in materia e siamo alla ricerca di un prodotto per un utilizzo medio con un buon rapporto qualità-prezzo, la rete è certamente il primo strumento utile per chiarie alcuni dubbi ma, a volte, può avere un effetto contrario.

Il vantaggio della rete è quello di offrirci una marea di prodotti, dati tecnici, recensioni, oltre che la possibilità di acquistare comodamente da casa.
La rete presenta però anche qualche svantaggio, ad esempio:

  1. confonde le idee a fronte di pareri contrastanti,
  2. propone prodotti che non sempre trovo in negozio.

Il mio consiglio, per coloro che acquistano la stampante multifunzione direttamente in negozio, è quello di iniziare dalle informazioni presenti sull’imballo che contiene il prodotto mettendoli a confronto tra loro.
Seguendo questa logica nei giorni scorsi mi sono recato presso un noto centro commerciale per acquistare una nuova stampante multifunzione (getto d’inchiostro) per utilizzo “casalingo” .
In bella mostra trovo tre antagoniste del mercato, tutte in “OFFERTA” allo stesso prezzo e apparentemente equivalenti.

Le informazioni sul volantino non sono però esaustive così mi affido alle informazioni riportate con simboli e testi sui relativi imballi.
Dopo un primo confronto sembrano davvero molto simili in termini di prestazioni seppure con tecniche differenti (2 cartucce, 4 cartucce, ecc..).
Non troppo soddisfatto inizio a leggere le prestazioni di altri prodotti posti a scaffale ma NON in OFFERTA (!).
Alcune informazioni chiare e ben visibili attirano la mia attenzione:

  • numero di pagine stampabili: superiore ai tre prodotti in offerta,
  • costo stampe/ricariche: vantaggioso rispetto ai tre prodotti in offerta
  • qualità scansione: superiore a tre prodotti in offerta,
  • qualità di stampa equivalente ai tre prodotti in offerta,
  • collegamento tramite wi-fi e/o USB (una in offerta non aveva wi-fi),
  • possibilità stampa da smartphone (solo una delle tre in offerta),
  • due cartucce/ricariche,
  • prezzo di questo prodotto a scaffale… non esposto.

Mi informo e, con non poca sorpresa, scopro che il prezzo è il medesimo dei prodotti in offerta.
Ringrazio e verifico nuovamente, forse mi è sfuggito qualcosa… ma non è così e la compro.
Dopo due precedenti stampanti multifunzione HP ed una Canon, proseguo quindi con una nuova Canon.

Le informazioni sulla confezione (chiare, visibili, comprensibili)  mi hanno permesso di acquistare un prodotto con prestazioni superiori allo stesso prezzo di quelli in offerta.
In questo caso le informazioni sul prodotto hanno avuto un “peso” determinante sulla mia scelta.

Rientrato a casa apro la confezione e sono meravigliato dalla mole di “carta” che trovo al suo interno: istruzioni ed informazioni (utilissime) per l’installazione ma stampate in molteplici lingue suddivisi in tantissimi opuscoli. Effetto globalizzazione…

L’installazione è semplice e guidata a pc, lancio le prime stampe e tutto funziona senza intoppi.
Resta soltanto il dubbio sulla necessità di tutta quella carta che mai utilizzerò se non come rifiuto da riciclare…

Informazioni ed istruzioni di prodotto hanno un loro peso (anche fisico), teniamone conto e valutiamo sempre eventuali benefici e possibili impatti.

Comunicazione tecnica N.0 : quando a migrare è il linguaggio tecnico

Esseri umani, culture, destini, speranze, gesti, volti, sguardi, smorfie, voci, parole, lingue e linguaggi.

Questi sono soltanto alcuni degli ingredienti di un cambiamento in atto, cambiamento che si rifletterà inesorabilmente anche sul mondo della comunicazione, dal semplice cartello appeso sul bus al documento dell’ente pubblico rivolto al cittadino.

Cosa c’entra tutto questo con il linguaggio tecnico?
Come possono avere punti di collegamento migrazione e comunicazione tecnica in Italia?

Partendo da tre semplici definizioni del termine migrazione (fonte Treccani online) cercherò di spiegare in modo metaforico come vedo, dal mio piccolo punto di osservazione, il futuro della comunicazione tecnica.

1. Def. Migrazioni umane : Spostamento, definitivo o temporaneo, di gruppi da un territorio a un altro, da una ad altra sede, determinato da ragioni varie, ma essenzialmente da necessità di vita.
Commento personale: Migrazioni umane: Assistiamo oggi ad un costante ed irreversibile flusso migratorio destinato a cambiare, nonostante tutto e nonostante tutti, il l’Italia e l’Europa del futuro.
Inevitabilmente dovremo cambiare il nostro modo di ascoltare, spiegare e fare comunicazione, anche quella tecnica, adeguandola a nuovi standard ad oggi indefinibili.

2. Def. Geografia fisica : Fenomeno di spostamento di entità varie.
Commento personale: Si sposteranno entità fisiche, ma non solo.
Si sposteranno esseri umani ma, allo stesso tempo, si sposteranno ideologie, culture, concetti, parole, significati.

3. Def. Biologia e medicina : L’ascesso migrante è quello freddo, che dalla primitiva sede di formazione si sposta per gravità, seguendo le vie di minore resistenza.
Commento personale: Seguendo le vie di minore resistenza alcuni termini prenderanno il sopravvento mentre altri scompariranno o cadranno in disuso.

Nuovi scenari nel medio periodo

Il linguaggio tecnico e la comunicazione in generale dovranno forzatamente adeguarsi ai nuovi standard, tenendo conto dei cambiamenti e del nuovo profilo dell’utente medio.
La via più immediata e semplice potrebbe rivelarsi quella di sostituire i testi con immagini anche se prestiti, calchi e neologismi favoriranno la nascita di nuove parole e di nuovi linguaggi, forse più semplici o realmente più poveri, in grado di generare un nuovo italiano standard.
Vecchie parole e vecchi linguaggi migreranno verso nuovi termini e nuovi significati in tutti i settori della comunicazione.

  • Linguaggio tecnico scientifico
    Grazie all’utilizzo di termini molto specifici e concetti complessi rivolti ad esperti del settore, il linguaggio tecnico scientifico sarà investita probabilmente solo in parte da questi cambiamenti.
  • Linguaggio settoriale
    Il linguaggio settoriale potrebbe seguire strade differenti.
    Se nel settore aerospaziale, ad esempio, si utilizzano termini specifici e si tenta di semplificare la comunicazione attraverso linguaggi come il Simplified Technical English, nel settore delle macchine agricole, dove i lavoratori stranieri sono numerosi, la semplificazione del linguaggio e dei termini è una vera necessità.
  • Linguaggio per l’utente medio
    Il linguaggio utilizzato per comunicare con l’utente medio sarà probabilmente il settore con le maggiori criticità.
    Ricadono in questo ambito tutte le informazioni rivolte al cittadino relative ad attività svolte nel quotidiano come ad esempio le istruzioni d’uso per elettrodomestici (dal più piccolo al più grande).
    Allo stesso modo dovrà adeguarsi ai futuri nuovi standard anche la pubblicità.
  • Enti pubblici e servizi al cittadino
    A partire dai semplici avvisi nei locali o sui mezzi pubblici per arrivare alla burocrazia degli enti comunali, tutto il settore dovrà compiere uno sforzo enorme per adeguarsi alle nuove realtà. Semplificare i tanti documenti scritti attualmente in “legalese” e renderli accessibili e comprensibili al nuovo cittadino medio sarà la sfida più importante.

Comunicazione tecnica N.0

Se il web 1.0 è ormai un lontano ricordo, la comunicazione 2.0 ha portato un dinamismo carico di nuove opportunità dove, oggi, la tendenza è quella di osare sempre più arrivando a parlare di 3.0, 4.0 ed oltre.
Ma cosa significano in concreto queste cifre? Nulla o poco più.
Tanto vale allora parlare di comunicazione N.0 (ennepuntozero) dove ciascuno può attribuire ad “N” qualsiasi valore o significato, “N” possibilità di scelta.

La situazione oggi (fonte http://www.programmaintegra.it )

La lingua parlata prevalentemente in famiglia è l’italiano per il 38,5% degli stranieri di sei anni e più, tra le donne questa quota raggiunge il 45,7%, rispetto al 29,7% degli uomini, ma sono soprattutto i minori, di età compresa tra i 6 e i 17 anni, a parlare italiano in famiglia (47,3% contro il 36,8% dei maggiorenni).L’uso della lingua italiana nei luoghi di lavoro accomuna invece oltre il 90% degli stranieri, a prescindere dalla lingua e dal Paese di origine.

La maggior parte dei migranti giunti in Italia prima del compimento dei 16 anni dichiara di non avere alcuna difficoltà a leggere (73,3%) e a scrivere (71,8%) in italiano.
Sono oltre la metà, invece, gli stranieri che entrati in Italia a 35 anni o più manifestano difficoltà a comprendere e parlare l’italiano (rispettivamente 52,2% e 55%).

Infine, per ciò che riguarda l’accesso alle informazioni, l’indagine rileva che il 37,5% dei cittadini migranti ha difficoltà a comprendere il telegiornale in lingua italiana, mentre il 39% ha invece difficoltà nell’interagire al telefono con persone di lingua madre italiana e negli uffici pubblici.

E domani?

I recenti flussi migratori scombineranno queste percentuali e, ancora una volta, la comunicazione avrà un ruolo fondamentale per favorire l’integrazione tra persone, culture e linguaggi differenti.
La contaminazione con nuove lingue e nuovi linguaggi porterà una ulteriore evoluzione della lingua italiana dove assi e variabili ricollocheranno l’italiano standard del futuro.
I cambiamenti avverranno prima attraverso la lingua parlata e successivamente nei dizionari e nei documenti scritti.
Nascerà un nuovo linguaggio, un nuovo italiano standard comprensibile dalle vecchie e dalle nuove generazioni.
Da qualche tempo anche in Italia si parla di un linguaggio semplificato, paragonabile al Simplified Techncial English e prende il nome di Italiano Tecnico Semplificato:

Impossibile definire oggi scenari e standard futuri, possibile però fare alcune ipotesi con una sola certezza: dopo le masse umane anche le parole affronteranno e supereranno barriere e preconcetti migrando verso una comunicazione tecnica N.0.

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Ingegneria sociale: applicabile anche alla comunicazione tecnica?

sardegna lampo RITAGLIATOIngegneria sociale: questo termine ha catturato la mia attenzione durante l’intervento di Carlo Freccero al recente Festival della comunicazione di Camogli.

Pensati per carpire informazioni personali, gli studi di Ingegneria sociale sono utilizzati per “lavorare” a livello inconscio sul singolo individuo ma anche per ottenere il controllo delle masse (es. in politica) sfruttando alcune caratteristiche del carattere umano come ad esempio: pigrizia, buona fede, superficialità.

L’ingegneria sociale assume spesso una accezione negativa e l’Ingegnere sociale viene visto come un abile hacker che recupera informazioni e dati personali di un singolo individuo con l’intento di manipolarlo.

Se nell’immaginario collettivo il termine Ingegneria sociale fa rima con cyber-crimini, truffe e roba simile, lo scopo dell’Ingegnere sociale è quello di conoscere, scoprire, informare, divulgare ma NON distruggere o danneggiare.

L’Ingegnere sociale sceglie la vittima e, dopo una analisi preliminare:
• ottiene informazioni di base,
• costruisce l’attacco,
• sferra l’attacco,
• mette in atto strategie di fuga,
• predispone eventuali contromosse.

Le informazioni di base possono essere recuperate ovviamente online ma anche in altri modi (rovistando tra i rifiuti, contattando direttamente la vittima, ecc).

In ogni caso l’Ingegnere sociale sfrutta la pigrizia o l’ingenuità della potenziale vittima (es. dati sensibili disponibili in rete).
In rete si possono trovare riferimenti e documenti che illustrano le varie tecniche ed i campi di applicazione dell’Ingegneria sociale con le relative tecniche di difesa:
http://amslaurea.unibo.it/2701/1/melis_andrea_tesi.pdf
http://www.navigaweb.net/2012/08/tecniche-di-ingegneria-sociale.html.

L’argomento è molto vasto ed interessante e ritengo che alcune tecniche possano essere esportate in anche nel settore della comunicazione tecnica (es. manualistica tecnica o informazione scientifica) per :
• identificare le caratteristiche del potenziale utente/utilizzatore,
• individuarne le abitudini (es. l’utente esperto non legge le istruzioni ma procede a suo modo),
• scoprirne le esigenze (cosa gli serve o cosa vorrebbero trovarsi tra le mani)
• informarlo in modo adeguato.

Le informazioni recuperate attraverso tecniche di Ingegneria sociale (e quindi a livello inconscio) possono rivelarsi più credibili e veritiere di quelle raccolte con strategie quali questionari o interviste (vedi gli strumenti per la raccolta dati) e potrebbero fornire indicazioni necessarie per costruire documenti più vicini alle esigenze reali dell’utente/utilizzatore finale.

Allo stesso modo si potrebbero applicare alcune di queste tecniche in altri svariati ambiti, compresi quelli sconfinati della sicurezza.

Scarica qui la Mappa mentale “Sicurezza e Privacy”

Formazione EXPOnenziale per Comunicatori Tecnici

SAMSUNGRiprende il percorso formativo di comunicazione tecnica più completo e articolato presente in Italia.
Nuovi corsi strutturati su misura per aiutare chi redige manuali ma non solo: progettare online help e pubblicazioni multicanale, scrivere documentazione per applicativi software, migliorare la redazione tecnica, porre le basi verso il linguaggio controllato.
Questo e molto altro nella nuova edizione di Writec Academy.

In attesa dell’evento più importante del 2015, prende il via il PROGETTO SPERIMENTALE di Technical Communication che vede la collaborazione degli studenti della Texas Tech University e della Civica Scuola Interpreti e Traduttori di Milano (ex-Scuola Milano Lingue)  .

Tenuto presso la sede milanese e voluto dal Direttore Prof. Pietro Schenone, il corso è coordinato dal Prof. Miles Kimball  della Facoltà di Technical Communication & Rethoric con il supporto di Vilma Zamboli e di Writec.

Gli studenti americani e gli studenti italiani lavoreranno telematicamente ‘faccia a faccia’ per realizzare una guida che accompagnerà i giovani di tutto il mondo all’interno del Padiglione Italia a EXPO 2015.
Resta in contatto:  https://www.facebook.com/pages/Writec/537780282931658

La formazione del Comunicatore Tecnico

Formazione CTLa formazione continua aumenta le possibilità di interscambio e di confronto con tutto ciò che ci circonda.
Questo si traduce in una crescita del proprio bagaglio personale e professionale, sempre più importante in un panorama lavorativo complesso e movimentato come quello odierno.

Attraverso alcuni semplici schemi ho tentato di illustrare visivamente come, all’aumentare della formazione e delle competenze, aumentano le possibilità di interscambio e di confronto con il “mondo esterno”.

Interscambio e confronto costruttivo aggiungeranno ulteriori competenze alla nostra nuova base.

Scarica il file PDF : Formazione del comunicatore Tecnico

Scarica la presentazione Power Point : Formazione Comunicatore Tecnico

 

Le immagini nella documentazione tecnica. Storie di fantasmi per adulti

SAMSUNG

“Una persona che non abbia mai commesso un errore non ha mai cercato di fare qualcosa di nuovo” (Albert Einstein)

 

Un mio personale percorso di ricerca.

Un elaborato sul recupero dei significati delle immagini all’interno di documenti tecnici.

Una bibliografia di riferimento di prim’ordine.

Le immagini nella documentazione tecnica

Le immagini nella documentazione tecnica

Ogni immagine parte dal corpo (di un emittente) e ritorna al corpo (del destinatario) …

“In origine i documenti erano stampati su tele di lino, stoffe di seta e pergamene.
L’avvento della carta favorì la diffusione di: carte da gioco, tarocchi, calendari, fogli volanti, almanacchi.
L’invenzione e l’utilizzo dei caratteri mobili, nella seconda metà del XV° Secolo, diede inizio ad un grande mutamento denominato “dall’orecchio all’occhio”.
Le immagini sono una muta predicazione, destinate al popolo hanno carattere religioso, sono molto suggestive ed interpretabili anche da analfabeti”.
Rif. Storia dell’illustrazione italiana – Paola Pallottino

 

Caro lettore: ti racconto un manuale uso manutenzione

Virgole2Caro lettore … Stai per cominciare a leggere il manuale uso e manutenzione del prodotto “ics-ipsilon-zeta”. Rilassati. Raccogliti, Allontana da te ogni altro pensiero …

Potremmo mai iniziare un manuale uso manutenzione in questo modo?

Un INCIPIT come questo, ripreso da “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino, quale effetto avrebbe sul lettore?

Probabilmente si sentirebbe preso in giro, un manuale NON è un romanzo.

Se il TITOLO identifica e designa elementi informativi essenziali, l’INCIPIT è il “luogo” strategico dove avviene il contatto tra i due poli della comunicazione: mittente – destinatario.

L’incipit DEVE:

  • produrre un effetto di desiderio,
  • mantenere la comunicazione,
  • presentare gli argomenti del testo.

Lettore, chi è costui?

Un lettore è sempre un lettore anche se con attitudini molto personali, ma è innanzitutto:

  • un individuo reale e concreto che INTERPRETA il testo.
  • colui che DECODIFICA un testo attraverso codici che stabiliscono il piano di incontro tra mittente e destinatario.
  • il nostro PRIMO CLIENTE, il più importante.

Prospettiva del lettore

Il lettore di un manuale uso manutenzione potrebbe NON iniziare la lettura dall’inizio del capitolo, infatti l’informazione cercata potrebbe essere rappresentata da una immagine o da un commento all’interno di un testo “lontano” da titoli o incipit.
Questa “distanza” NON deve disorientare il lettore ma deve creare una impressione di completamento, di armonia, come sinonimo di AFFIDABILITA’.

La prospettiva dell’utente cambia, in funzione dei/della suoi/sua:

  • conoscenza,
  • disposizione psicologica (es. arrabbiato),
  • visione del mondo,
  • visione del sistema di norme,
  • valori,
  • attitudini,
  • bisogni (es. risolver u n problema),
  • identità etnica,
  • condizione sociale,
  • condizione economica e culturale.

Modo partecipativo

Il lettore di un manuale uso e manutenzione è,  molto probabilmente, un lettore diffidente, un lettore che va ala ricerca di una porzione di testo, di un commento, di una immagine e NON di un capitolo intero.
Nel momento in cui ricerca informazioni sul manuale per risolvere “il suo problema”, la sua fiducia nel prodotto o nell’azienda è stata intaccata.
Fargli trovare una informazione chiara in modo rapido, farlo partecipe del “proprio” successo, è probabilmente l’unico modo per riconquistar e la sua fiducia.
In questo modo il lettore diventa l’indiscusso PROTAGONISTA della nostra narrazione, elevandosi al ruolo di “EROE” che ha risolto il problema.

Tempo di lettura

Quando il lettore legge il manuale uso manutenzione NON ha tempo, ha un problema da risolvere ed ogni secondo che passa è fonte di stress e tensione.
Il tempo di lettura è spesso visto come “tempo perso”, tempo sprecato a “cercare qualcosa che non si troverà mai”.
L’impatto emotivo cambia completamente la percezione del tempo e si deve fare i conti con le aspettative del lettore e le sue interpretazioni.

Il potere delle informazioni

Nelle teorie sociologiche, si definisce informazione la differenza di una differenza, inoltre ogni informazione deve produrre “stupore” per avere successo.
Ogni singola informazione/affermazione viene valutata dal lettore, che decide se proseguire la lettura oppure interromperla attraverso un procedimento di:

  • accettazione o
  • rifiuto.

Il lettore fa appello alla propria:

Il potere delle immagini

Il lettore NON ricostruisce semplicemente una sequenza di eventi/operazioni/istruzioni ma, attraverso l’immaginazione, ricostruisce mondi dove gli eventi (le istruzioni) letti generano emozioni, pensieri e immagini mentali.
Tutto viene classificato sulla base di un confronto con un modello stereotipato tramite:

  • uno SCHEMA (etichetta o frame) derivato da esperienze simili registrate nella memoria fino a quel momento (es: ho sempre fatto così …),
  • uno SCRIPT, vere e proprie micro-sceneggiature riferite ad aspetti dinamici che ci fanno apprendere le regole dell’agire orientato allo scopo.

Ad esempio: “fare la spesa” è uno SCRIPT che segue singole sequenze temporali, ovvero SCHEMI come:

  • parcheggiare l’auto
  • prendere il carrello
  • mettere i prodotti nel carrello
  • andare alla cassa
  • pagare, ecc.

Fin dall’infanzia la nostra mente si fonda su connessioni crono-casuali di episodi (ovvero cause-effetti) ed ogni volta l’informazione viene comparata ad una azione simile (la più simile) avvenuta nel passato.
Come detto in precedenza, un manuale uso manutenzione NON è un romanzo, ma è pur sempre una narrazione … e una NARRAZIONE deve essere ATTENDIBILE.

All’interno di un manuale uso manutenzione, ogni informazione o gruppo di informazioni, deve portare ad un risultato, risultato che deve essere quello descritto nel manuale, in linea con le aspettative del lettore-utente.

In caso contrario:

  • il manuale apparirà come un documento INAFFIDABILE,
  • il lettore diventerà molto diffidente,
  • il lettore-utente potrebbe agire di testa propria.

Una NARRAZIONE rappresenta una serie di situazioni ed EVENTI, dove per evento si intende un cambiamento di stato (es. prima-durante-dopo) che potremmo riassumere così:

  • all’inizio : stato di equilibrio (es. funzionamento normale)
  • poi : stato di non equilibrio (es. problema, rottura, ecc)
  • alla fine : ritorno allo stato di equilibrio (es. problema risolto).

Potremmo quindi definire il contenuto dei manuali uso manutenzione come un RACCONTO di:

  • eventi possibili (malfunzionamenti) e
  • eventi consigliati (manutenzioni),

basato sulla cronologia (tempo-azioni), dove il testo narrato deve essere inserito in un formato ORGANIZZATO.

Incastonatura

Tra le varie forme di organizzazione, l’incastonatura assume nei manuali uso e manutenzione un ruolo importante.
L’incastonatura è una narrazione all’interno di un’altra che, a sua volta, ne contiene un’altra che a sua volta ne contiene … e via dicendo.

Esempio molto banale di incastonatura:

  • Capitolo 1: Abitacolo
    • Capitolo 1.1: Comandi
      • Capitolo 1.1.1: Leve
      • Capitolo 1.1.2: Pulsanti
      • Capitolo 1.1.3: Emergenza
        • Capitolo 1.1.3.1: Arresto
        • Capitolo 1.1.3.2: Avviamento
        • Capitolo 1.1.3.3: Uscita

Lezioni americane

Italo Calvino, nelle sue “Lezioni americane”, cerca una via alternativa alla pesantezza, cerca un modo per sottrarre peso alle strutture del racconto e del linguaggio attraverso:

  • leggerezza
  • rapidità
  • esattezza
  • visibilità
  • molteplicità

Ritengo che alcune caratteristiche di questi cinque elementi possano essere applicati ed applicabili anche alla scrittura tecnico scientifica, a volte troppo distante dal lettore-utente.
Calvino ci invita sì a prendere le distanze, ma per prendere quota, per cavalcare “il secchio” (il cavaliere del secchio – Kafka) ed elevarci, assumendo una prospettiva nuova nei confronti dell’altro, ovvero il nostro caro lettore.
Concisione, ripetizione, essenzialità ed economia espressiva sono le fondamenta da cui partire, ma il segreto del successo di una narrazione sta nel RITMO.

Leggerezza – si associa a precisione e determinatezza, NON con la vaghezza o al caso e si può esemplificare in tre accezioni:

  1. alleggerimento del linguaggio,
    1. frasi brevi,
    2. semplicità,
  2. narrazione di:
    1. un ragionamento,
    2. un procedimento,
    3. un processo,
  3. immagine figurale.

Rapidità – attorno ad un nucleo principale, si insiste su ripetizioni, pause, dettagli, ritmo. Una narrazione scorrevole genera piacere nel lettore, ma saltare da un argomento all’altro richiede requisiti che non tutti posseggono:

  • velocità mentale,
  • pensiero di tipo associativo,
  • flusso di coscienza.

Oggi, in un mondo dove le comunicazioni ed i media corrono sempre più veloci, il rischio è quello di ottenere però un effetto contrario: appiattimento della comunicazione.

Esattezza – se per gli Egizi la precisione era rappresentata da una piuma utilizzata per pesare le anime, per Calvino significa:

  • disegno dell’opera BEN FINITO,
  • evocazione di IMMAGINI:

o   visuali, o   nitide, o   incisive,

  • linguaggio PRECISO:

o   lessico, o   termini, o   sfumature del pensiero e immaginazione, EVITARE la VAGHEZZA e l’utilizzo di un linguaggio:

  • casuale,
  • approssimativo,
  • pesante,
  • lento.

Questa perdita di forma, secondo Calvino, è una peste che intacca anche i rapporti nella società.

Visibilità – capacità del lettore di associare IMMAGINI in due modi differenti:

  • dalle parole alle immagini
  • dalle immagini alle parole.

Fantasia e immaginazione sono una potente macchina combinatoria che il lettore mette in campo attraverso:

  • osservazione diretta,
  • repertorio culturale,
  • processo di astrazione,
  • trasfigurazione.

Le immagini solitamente si stabilizzano e LASCIANO TRACCE nella mente ma, allo stesso tempo:

  • assistiamo al diffondersi di un linguaggio “malato” che perde immediatezza e forza conoscitiva.
  • viviamo sempre più sotto una pioggia di immagini, immagini che si dissolvono e NON lasciano traccia.

Questo diluvio di immagini rischia di trasformare la memoria visiva in un deposito di spazzatura, di detriti. PENSARE per IMMAGINI diviene quindi un VALORE DA SALVARE.

Molteplicità – capacità di tessere insieme DIVERSI SAPERI ed enfatizzazione di alcuni aspetti/concetti della narrazione attraverso:

  • ripetizioni,
  • accostamento di termini,
  • riferimento ad oggetti,

senza però essere troppo complessa, per non risultare incomprensibile al lettore o incompiuta (es. Gadda).

Molti spunti, alcune divagazioni ma un solo obiettivo: avvicinarci sempre più al nostro caro lettore.

Noi siamo i NARRATORI del manuale che tiene tra le mani il nostro caro LETTORE che, ancora una volta, si porrà la stessa domanda: “O scrittore, con quali lettere scriverai tu con tal perfezione la intera figurazione qual fa qui il disegno?” (Leonardo da Vinci).

Riferimenti e bibliografia:
Lezioni americane (Italo Calvino),
La comunicazione narrativa (Stefano Calabrese)
Slide e Video-lezioni (Prof.ssa Sara Uboldi)
Appunti personali