Il mio Progetto STORIE TESTACODA® presentato con Adobe Spark

logo SITOAdobe Spark fa parte della famiglia dei webware e consente di raccontare progetti anche complessi in modo rapido abbinando testi, immagini, video.

Per sostenere un recente esame universitario ho presentato, tramite Spark, il mio Progetto STORIE TESTACODA®: storie per bambini ospedalizzati.

Ecco il Progetto: https://spark.adobe.com/page/NP9Y3/

Sfruttando le potenzialità di Spark ho potuto mettere in evidenza come, con STORIE TESTACODA®, il bambino è il vero protagonista.

Credo in questo Progetto e STORIE TESTACODA® dal 2012 è un marchio registrato.

La strada è lunga, ma le idee sono tante…

Oltre ad Adobe Spark segnalo altri due interessanti webware che ho utilizzato per sostenere un ulteriore esame:

  1. Timeline JS con cui ho realizzato LIFE, il ciclo della vita:https://cdn.knightlab.com/libs/timeline3/latest/embed/index.html?source=1v4HalOBT3p0XPp9nubAnieDaEfaNTBQQ_OM4TUeudhs&font=Default&lang=en&initial_zoom=2&height=650
  2. Storymap JS con cui ho raccontato una Crociera di cinque giorni: https://uploads.knightlab.com/storymapjs/45b0fdb5e23b01cc1ea077e17d828452/prova/draft.html

La flessibilità di Adobe Spark, Timeline e Storymap li rendono strumenti semplici ma estremamente efficace, strumenti che ritengo possano trovare ampio spazio anche in ambito Tecnico.

Arte, cultura, storia, vini: un abbraccio … d’Amor Eterno

AmorEternoTempo fa ho partecipato ad un contest che, in occasione del centenario di un importante evento culturale e storico, richiedeva naming e proposta grafica per due vini prodotti da una importante azienda del territorio:

1.    un vino Rosso da uve Corvina dal cui nome doveva trasparire il legame del territorio con la storia, l’arte, la musica e la cultura;

2.    un vino Bianco da uve Garganega dal cui nome doveva trasparire il legame con il territorio, la cultura e la tradizione.

La mia proposta prevedeva, oltre a nome e relative grafiche dei due vini, anche un’idea di una possibile confezione (denominata l’abbraccio) legata all’evento: l’Aida di Verdi.  

Ecco la proposta nel dettaglio:

Due vini, due nomi che si uniscono in un unico ed indissolubile «abbraccio» (amoreterno) il destino delle anime degli innamorati e, allo stesso tempo, l’amore che da sempre legano il territorio e la città di Verona alla musica e alla cultura.

Rosso, Bianco e … Verdi rappresentano inoltre il tricolore della bandiera italiana che, in questo caso, ci ricordano l’amoreterno per la Patria.

Amor goldRosso (uva Corvina): Il legame del territorio con la storia, l’arte, la musica e la cultura è rappresentato dal nome Amor.

·         Questo nome richiama l’amore (Amor):

      che accomuna la città con l’opera lirica,

      che «lega per sempre con l’ultimo abbraccio» Aida ed il suo amato, 

      che anche Dante richiama: «Amor, ch’a nullo amato amar perdona …»,

      per la Patria (amor patria), che divide il cuore di Aida,

      che si esprimono i produttori di vino nel territorio,

      che si esprime nel mettere in scena un’opera lirica,

      inteso come piacere, emozione e coinvolgimento,

      che scalda ed accende la passione, come le candele accese nell’Arena,

      che spesso viene richiamato in canti  e musiche.

Eterno goldBianco (uva Garganega): Il legame con il territorio, la cultura e la tradizione è rappresentato dal nome: Eterno.

·         Questo nome richiama l’eternità (Eterno):

      che accomuna il legame che Verona ha da sempre con il vino, la musica e la cultura,

      che lega per sempre Aida al suo amato, così come  Giulietta a Romeo,

      delle note che riempiono il vuoto,

      delle anime degli amati, rappresentato dal colore chiaro del vino,

      e lo splendore e la purezza dei paesaggi e del territorio.

E per finire una confezione speciale: l’abbraccio

abbraccioConfezione apribile a metà che contiene: 1 Rosso Amor e 1 Bianco Eterno.

La confezione rappresenta:

      Parte inferiore: l’Arena di Verona

      Parte centrale: l’abbraccio tra Aida e il suo amato (rappresenta anche l’abbraccio tra territorio e cultura)

      Parte superiore: la pietra che sigilla l’amore di Aida-Radamès (rappresenta anche solidità)

      Appena sotto la pietra: immagine di G.Verdi con il riferimento dei 100 anni (Centenario)

Etichette: avranno la medesima configurazione della confezione «L’ABBRACCIO»:

      Parte inferiore: Arena di Verona

      Parte centrale: l’abbraccio tra Aida e il suo amato

      Parte superiore: la pietra che sigilla l’amore di Aida-Radamès

      Appena sotto la pietra: immagine di G.Verdi con il riferimento dei 100 anni

E un regalo speciale: il cavatappi l’abbraccio

cavatappi

Amiche-Nemiche: fotografie e illustrazioni possono convivere nello stesso manuale?

00001Facendo seguito al precedente post, cercherò ora di trovare le risposte alla seguente domanda: fotografie, illustrazioni e disegni possono convivere ed essere utilizzati all’interno dello stesso manuale/documento?

Sì … penso proprio di sì.
L’utilizzo di immagini con caratteristiche e stili differenti a volte è necessario e consente (o dovrebbe consentire) una migliore comprensione delle istruzioni e una più immediata conoscenza del prodotto.

In alcuni casi (es. macchine molto complesse) l’utilizzo di tutti e tre gli stili è quasi inevitabile.

! ATTENZIONE ! mischiare troppo stili e formati differenti potrebbe però creare confusione e distrarre l’utente, pertanto mi sento di riportare alcune considerazioni personali:

1 – Se il manuale (istruzioni, uso, ecc) è pensato e progettato per “ospitare” prevalentemente illustrazioni, le fotografie dovrebbero eventualmente:

·         rappresentare la realtà,

·         fornire una visione d’insieme del prodotto,

·         consentire una rapida identificazione di elementi di sicurezza (es: pulsante di arresto d’emergenza),

·         consentire una rapida riconoscibilità del prodotto, di una targhetta o di un marchio,

·         esaltare eventuali caratteristiche “importanti” (forma, dimensione, colore, ecc).

2 – Se il manuale (istruzioni, uso, ecc) è pensato e progettato per “ospitare” prevalentemente fotografie, le illustrazioni dovrebbero eventualmente:

·         consentire l’identificazione di componenti o parti di ricambio (es: vista esplosa),

·         evidenziare dettagli importanti (es: vista fantasma, ingrandimenti),

·         agevolare l’identificazione di componenti specifici isolandoli dal contesto,

·         riprodurre situazioni reali (es: spostamento di una leva vista in prospettiva),

·         riprodurre operazioni di assemblaggio (es: vista esplosa parziale),

·         esaltare alcune parti o situazioni tramite sfumature o giochi di chiaro/scuro.

3 – Se il manuale (istruzioni, uso, ecc) è pensato e progettato per “ospitare” prevalentemente fotografie o illustrazioni, i disegni dovrebbero eventualmente:

·         riportare le dimensioni del prodotto (es: quote),

·         evidenziare le dimensioni delle zone/aree di lavoro di eventuali accessori (es. braccio mobile),

·         consentire l’identificazione delle aree di lavoro pericolose (es: viste dall’alto, viste laterali, ecc),

·         indicare: prese di sollevamento, pendenze, dimensioni attacchi/attrezzi, ecc,

·         fornire indicazioni sulle dimensioni di parti o componenti,

·         consentire l’identificazione di componenti interni o ricambi (es: vista in sezione con pallinatura),

·         essere utilizzati per realizzare layout, schemi (es: elettrici, idraulici, pneumatici, ecc).

Ovviamente quanto sopra NON vuole essere un elenco esaustivo e tantomeno vincolante.

Le possibilità di abbinamento tra i diversi formati di immagine sono molteplici e variano anche in funzione:

·         dell’utenza,

·         del mercato,

·         del supporto finale,

·         della tipologia di prodotto,

·         delle tecnologie e degli strumenti disponibili,

·         del tempo a disposizione,

·         dei costi da sostenere … ecc …

Indipendentemente dal fatto che vengano utilizzate fotografie, illustrazioni o disegni, manuali e documenti (di qualsiasi tipo) DEVONO sempre essere:

·         chiari,

·         coerenti,

·         comprensibili,

·         ecc …

ma questa è un’altra storia …. Information Mapping

Nuove opportunità? Osserviamo il mondo attorno a noi e … nuotiamo

IMGP1966Crisi finanziaria.
Crisi dei mercati.
Crisi del lavoro.
Crisi … personali.

Come uscirne?
Come sopravvivere senza affogare?
Come andare avanti?
Come investire sul nostro futuro?

Purtroppo non ho ricette magiche.
Purtroppo non ho risposte risolutive, nemmeno per me.
Ho solamente idee e voglia di “nuotare”.

La “mia piscina” è il mondo che mi circonda, soprattutto oggi, dove la “mia piscina” si è trasformata in un mare in tempesta.
Io però non voglio smettere di “nuotare”, combatto le onde ed osservo il mare.

Osservando il mare nascono idee di ogni tipo: pazze, strampalate, assurde … ma io non mi fermo.

Quanto sopra per dire che nonostante tutto:

  • non dobbiamo mai mollare,
  • dobbiamo investire su noi stessi per imparare a “nuotare” sempre meglio.
  • Sforziamoci, svuotiamo i polmoni, respiriamo aira nuova e fresca, stringiamo i denti e guardiamo quello può offrire il quotidiano.

Forse non offre GRANDI ricchezze, ma offre NUOVE OPPORTUNITA’ … sempre !!!

Fino a quando ne avrò le forze continuerò a “nuotare”, con la speranza che il mare in tempesta torni ad essere una tranquilla piscina e non si trasformi in quell’isola … che non c’è …!

Riporto sotto due banali esempi:

  1. difficilmente realizzabile (SHOPPERS) ma di sicuro impatto (credo)
  2. realizzato ma ancora migliorabile (MISURE LETTO).

Esempio 1: SHOPPERS

Gennaio 2013.
Sabato.
Ore 10.00
.
Passeggiata per le vie del centro cittadino.
Uomini e donne scorrono veloci, quasi frenetici.
Tutto attorno le vetrine dei negozi parlano una lingua comune: SALDISALDISALDI.

DUE ore più tardi.
Uomini e donne attraversano piazze e ripercorrono le stesse vie.
Ora scorrono lenti, rallentati da borse più o meno ingombranti.
Borse grandi, piccole, colorate o, nella maggior parte dei casi,  anonime bustone di carta … shoppers.

Cosa contengono quelle anonime shoppers?
Perché non sfruttare quello spazio vuoto?

Perché non trasformare quella comoda ma anonima borsa  di carta in un oggetto personale?
Come renderla MOLTO personale ed UNICA?
Come renderla MIA E DI NESSUN ALTRO?

… ed è qui che arriva l’idea: stampando il volto del/della cliente direttamente sulla borsa di carta.
Proprio così, il volto di chi acquista, il TUO volto sulla borsa.

Uscito dal negozio il cliente porterà con sé:

  •   il brand,
  •   il prodotto,
  •   il proprio volto soddisfatto dopo l’acquisto. Quale migliore pubblicità di un cliente soddisfatto?

Semplice da dire, sicuramente più complicato da realizzare … ma è pur sempre una stampa su carta, no?

PRIME IPOTESI: In funzione della cifra spesa, il cliente potrà ottenere:

·         Ad esempio oltre i 50 euro:

  • la stampa del volto completo su di un lato della shoppers, oppure
  • la stampa del corpo intero con il prodotto acquistato indossato

·         Ad esempio tra 25 e 50 euro:

  • la stampa di metà volto sulla shoppers (l’altra metà della borsa riporterà il brand/logo)
  • la stampa del prodotto acquistato indossato sulla parte del corpo (es: se acquisto un paio di scarpe, verrà riportata la fotografia dei piedi con le scarpe indossate, ecc)

VANTAGGI per chi vende:

  • i clienti (almeno all’inizio) spenderanno almeno 50 euro per avere il proprio volto sulla borsa,
  • diversi clienti vorranno avere più borse con più pose/foto,
  • emulazione: anch’io voglio la borsa con il mio volto …
  •  immagine di persone “normali” che hanno scelto QUEL BRAND con conseguente messaggio: persone vere = verità = prodotto valido.
    Quale migliore pubblicità per un brand?
  • Risparmio rispetto a costose campagne pubblicitarie?

VANTAGGI o MOTIVAZIONI per chi compra:

  • Ottima idea per un regalo: nessun biglietto (da … a), chi ti ha fatto il regalo è quello sulla borsa !
  • Ottima idea per occasioni speciali (Natale, compleanni, ricorrenze, ecc)
  • Soddisfare la propria sete di notorietà (tutti possono vedere il mio volto sulla borsa)
  • Puro narcisismo

 SVANTAGGI per chi vende:

  •  strumenti dedicati per la stampa (web cam x foto – stampante idonea, ecc),
  • costi strumentazione e stampe (da recuperare dalla cifra spesa del cliente),
  • aumento file alle casse (alternativa: apposita postazione per la stampa),
  • Privacy cliente (sottoscrizione tramite sito o direttamente in negozio con documento identità)

STRATEGIE:

·         DOVE:

  • Store/MegaStore
  • Outlet
  • Negozi con target giovane/giovanile
  • Grandi marchi/brand e di tendenza
  •  Abbigliamento sportivo/intimo/tecnico, ecc

·         COME:

  • Da 25 a 50 euro: ½ volto
  •  Oltre 50 euro: volto intero
  • Possibilità inviare foto per realizzare borsa da ritirare in negozio (con eventuale dedica)
  •  Altro…

·         QUANDO:

  • Non tutto l’anno!
  •  Periodi limitati per non “stancare”. Nel lungo periodo magari la borsa precedente si logora e il cliente ne vorrà una nuova.
  • Periodo Natalizio
  • Periodo di Saldi
  • Apertura nuovo negozio o rinnovo locali
  • Lancio nuovo prodotto
  • Occasioni speciali (manifestazioni, ecc)

DOMANDA:

Quale impatto/attrattiva potrebbero avere queste shoppers nei principali negozi di città/metropoli come ROMA, MILANO, LONDRA, NEW YORK, PARIGI, ecc?

Esempio 1: Un ragazzo, appassionato di basket, non sarebbe FIERO di esporre il proprio volto sulla borsa NIKE o ADIDAS acquistata a NEW YORK?
Il SUO volto sulla shoppers al posto o a fianco di famosi atleti NBA?
Per questo non sarebbe disposto a spendere un piccolo extra per comparire su quella borsa? Io credo di sì !
Un genitore non farebbe uno sforzo in più per accontentare il proprio figlio che desidera così tanto “spiaccicarsi” su QUELLA borsa a fianco del suo idolo? Io credo di sì !

Esempio 2: un pensiero anche per i/le meno giovani (le nostre care nonne J ):
E se la fotto venisse applicata alla favolose e tanto amate borse della spesa (quelle più robuste)  che mettono a disposizione i vari supermercati?
Quante volte queste borse si “perdono” o diventano preda altrui?
In questo modo la borsa sarebbe inconfondibile e nessuno potrebbe aggirarsi con la “MIA BORSA ”.
Alla fine sarebbe una borsa con antifurto incorporato …J

NON so se tutto questo esiste già (ho visto che esistono stampe su borse ma di altro tipo, o stampe su shoppers ma in “grandi tirature”), adesso però riapro gli occhi. E’ stato bello sognare.

·         Nome: ToBEgO (derivato da : BEG pronuncia di bag … unita ad EGO … al verbo essere ToBE e al al verbo GO). Pronuncia completa “tubigo” J

Esempio 2: MISURE LETTO

Aprile 2013
Sabato.
Ore 10.00
.
Entro in un negozio per acquistare un nuovo materasso.

Scelto il materasso, il negoziante mi chiede quali dimensioni ha il mio letto (rete-telaio).

Io rispondo che NON ho misurato il letto ma ho misurato solamente il materasso vecchio …

Dopo qualche boh-ma-mi-mo, il negoziante mi porge un foglio con le indicazioni per misurare correttamente letto e rete che ospiteranno il nuovo materasso.

Il gentile negoziante mi informa però: “è la spiegazione più chiara che ho trovato”.

Arrivato a casa lo leggo e … solo dopo qualche minuto riesco a misurare il mio letto, il foglio (di cui riporto il testo sotto) è:

  •  molto utile,
  • NON molto immediato (almeno per me)

Per questo motivo ne ho approfittato per fare “ALLENAMENTO”, l’ho riscritto (vedi sotto) e l’ho regalato al gentile negoziante.
E’ più chiaro? Spero!
E’ migliorabile? Certamente!
Cosa ci ho guadagnato? In questo caso nulla !

Sono briciole, però ottimizzandolo potrebbe diventare uno strumento “vendibile” ad altri del settore … e di questi tempi vanno bene anche le  briciole

(TESTO ORIGINALE) Come prendere le misure del letto:
La rete, rispetto all’interno del letto, deve essere precisa in larghezza e più corta in lunghezza di almeno 5 cm. in caso di pediera che copre lo spessore del materasso.
L’altezza del piano rete deve essere pari alla sponda laterale del letto in modo che il materasso non venga incassato.
Il materasso segue le stesse regole.
In caso di letto senza pediera o con giroletto sia rete che materasso dovranno riempire il vano del letto.
Le misure standard senza sovrapprezzo sono rispettivamente per singolo, piazza e mezza e matrimoniale:

Largh. 1piazza     Largh. 1p1/2        Largh. 2p              Lunghezza

80                           100                         160                         190

85 X                        120 X                     165 X                     195

90                           140                         170                         200

Tutti gli accoppiamenti delle misure sopra elencate sono possibili (in caso di matrimoniale: 160×190, 160×195, 160×200, 165×190, 165×195, 165×200, 170×190, 170×195, 170×200 ecc …)

(TESTO RISCRITTO) Come prendere le misure del letto:

RETE

MATERASSO

Lunghezza

Larghezza

Altezza

Lunghezza

Larghezza

Altezza

 

 

Letto

CON PEDIERA

 

piùcorta di almeno5cm

se lapedieracopre lospessoredel materasso

 

 

precisa rispettoallinterno delletto

ilpianorete deve esserepari alla spondalateraledel lettoinmodo cheil materasso nonvenga incassato

 

piùcorta di almeno5cm

se lapedieracopre lospessoredel materasso

 

 

precisa rispettoallinterno delletto

 

ilpianodel materasso NONdeve essereincassatoal

disotto dellesponde delletto

 

Letto SENZAPEDIERA ocon GIROLETTO

 

 

la rete deveriempire

ilvanodelletto

ilpianorete deve esserepari alla spondalateraledel lettoinmodo cheil materasso nonvenga incassato

 

 

il materasso deveriempire

ilvanodelletto

 

ilpianodel materasso NONdeve essereincassatoal

disotto dellesponde delletto

 

Lemisure dei materassi sono rispettivamente:

 

Larghezza(cm)

Lunghezze(cm)

(disponibiliper tuttii formati)

FORMATI

 

>  <

 

standard

 

 >

1Piazza

80

85

90

19oppure

195oppure

200

1Piazza e1/2

100

120

140

Matrimoniale

160

165

170

Illustrare macchine complesse progettate per ottenere risultati banali

Macchine più o meno complesse e sistemi evoluti popolano sempre più i nostri spazi e le nostre giornate, sostituendoci o supportandoci nelle attività quotidiane.

Quelle macchine e quei sistemi devono però essere provviste/i di istruzioni e illustrazioni dettagliate in grado di spiegarne l’uso in sicurezza ed il corretto funzionamento.

Oggi, grazie a diversi strumenti (normativi e software), siamo in grado di produrre documenti chiari, sicuri, che “non dovrebbero” lasciare spazio alle interpretazioni.

Già interpretazioni …. Ma allora come definire, tenere conto e magari illustrare “l’uso scorretto ragionevolmente prevedibile” di macchine complesse?

Nei primi anni del 1900 lo ha fatto, in modo umoristico, l’illustratore britannico William Heath Robinson (1872-1944)  .

L’articolo “State of the art” descrive e raccoglie alcune delle incredibili e affascinanti illustrazioni delle macchine di WH Robinson.

Nota: Articolo tratto da: IVTinternational

Nella cultura anglosassone, la sua opera è talmente celebre che l’espressione “Heath Robinson” viene usata idiomaticamente per riferirsi a una macchina assurdamente complessa progettata per ottenere un risultato banale. Una delle macchine realizzate durante la Seconda guerra mondiale per decifrare i messaggi in codice tedeschi fu battezzata Heat Robinson in suo onore.

Le macchine rappresentate nella produzione di Robinson sono generalmente manovrate da uomini stilizzati, calvi e con gli occhiali; sono alimentate da macchinari a vapore o termici, e comprendono spesso complessi sistemi di leve e pulegge. L’aspetto umoristico consiste in genere nel fatto che usano metodi estremamente complessi per ottenere risultati banali, come rompere una noce.

Incredibile come le fantasiose illustrazioni di Robinson non si discostino molto dalla realtà, anzi … in alcuni casi è la realtà che supera la fantasia, con conseguenze devastanti: infortuni di ogni tipo.

Da un’idea per bambini ospedalizzati al progetto di comunicazione sociale

Poche righe, poche parole per presentare la mia ultima idea: www.storietestacoda.it.

Grazie all’associazione Casina dei Bimbi l’idea prende forma e viene inserita all’interno del kit monouso per giocare in ospedale.

I KIT fanno parte del progetto “Una Casina nel Pronto Soccorso” che ha come obiettivo l’affiancamento dei bambini e dei loro familiari sin dal primo contatto con la struttura ospedaliera.

Sviluppare un’idea, registrare un marchio, trovare un provider, comprare e registrare un dominio, caricare un CMS, upload, analytics, presentare il progetto, trovare il contatto giusto per dargli vita, idee, pensieri, sogni … da tutto questo nasce STORIE TESTACODA

S(a)bryna: dall’idea al brevetto … andata e ritorno

Da tempo coccolavo un’idea (CLICCA QUI per vederla),  una delle tante che popolano la mia mente come tante nuvolette bianche nel cielo azzurro.

Durante questo periodo forzato (ahimè) di riposo, ho avuto tempo e modo per dare forma a questa idea, pertanto cerco di illustrarla in modo molto semplice ed inizio con il quesito che le ha dato vita: come faccio a sapere se il mio congelatore si è scongelato? Durante periodi di assenza prolungati, potrebbero verificarsi infatti interruzioni della fornitura di energia elettrica anche prolungati (o malfunzionamenti temporanei di vario tipo). Come sapere quindi se gli alimenti hanno subito uno scongelamento ed un successivo ri-congelamento? Mangiarli potrebbe essere molto pericoloso per la nostra salute.

I metodi possono essere diversi, ma i risultati potrebbero non essere evidenti.  Alcuni nuovi congelatori prevedono appositi accessori che segnalano e tengono traccia di eventuali interruzioni di corrente.

E nei vecchi congelatori? Come fare?

In realtà esistono alcuni metodi “fai da te” come: posizionare un contenitore (bottiglietta, vasetto) con una piccola quantità di acqua nel congelatore e capovolgerla;  oppure utilizzare uno-due cubetti di ghiaccio all’interno di un contenitore o di un sacchetto, se sciolti significa che la temperatura si è alzata oltre lo zero.

Allora perché non pensare a qualcosa di specifico da utilizzare? Qualcosa in grado di definire il tempo di scongelamento in funzione della quantità di liquido contenuto? Dopo alcune brevi ricerche ho notato che in commercio non esiste nulla (o almeno non ho trovato nulla di simile).

Ecco allora che l’idea prende forma e nasce S(a)bryna, “la sentinella del tuo congelatore”.

Nei giorni scorsi ho cercato di capire se l’idea poteva essere brevettata (non è una invenzione di materiale in quanto il materiale è di uso comune) o tutelata ma, a quanto pare, sarebbe una spesa inutile e l’idea poco difendibile in caso di contestazioni o esemplari prodotti da parte di altri.

Il mondo dei brevetti è vasto e complesso e spesso garantisce una “copertura totale” solo a fronte di investimenti e spese importanti.

Le possibilità per “proteggere” le nostre/vostre idee sono tante, ma le forze (tempo e denaro) da mettere in campo sono molte di più. Provatele tutte, non demordete ma fate attenzione, fatevi consigliare da esperti in materia, a partire dalla Camera di commercio della vostra città che sapranno darvi consigli per marchi, loghi ,siti, idee e tanto altro.

Se pero’ conoscete persone di fiducia nel settore tanto meglio.

Per quanto riguarda la mia idea… Peccato, però mi sono divertito.