Caro lettore: ti racconto un manuale uso manutenzione

Virgole2Caro lettore … Stai per cominciare a leggere il manuale uso e manutenzione del prodotto “ics-ipsilon-zeta”. Rilassati. Raccogliti, Allontana da te ogni altro pensiero …

Potremmo mai iniziare un manuale uso manutenzione in questo modo?

Un INCIPIT come questo, ripreso da “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino, quale effetto avrebbe sul lettore?

Probabilmente si sentirebbe preso in giro, un manuale NON è un romanzo.

Se il TITOLO identifica e designa elementi informativi essenziali, l’INCIPIT è il “luogo” strategico dove avviene il contatto tra i due poli della comunicazione: mittente – destinatario.

L’incipit DEVE:

  • produrre un effetto di desiderio,
  • mantenere la comunicazione,
  • presentare gli argomenti del testo.

Lettore, chi è costui?

Un lettore è sempre un lettore anche se con attitudini molto personali, ma è innanzitutto:

  • un individuo reale e concreto che INTERPRETA il testo.
  • colui che DECODIFICA un testo attraverso codici che stabiliscono il piano di incontro tra mittente e destinatario.
  • il nostro PRIMO CLIENTE, il più importante.

Prospettiva del lettore

Il lettore di un manuale uso manutenzione potrebbe NON iniziare la lettura dall’inizio del capitolo, infatti l’informazione cercata potrebbe essere rappresentata da una immagine o da un commento all’interno di un testo “lontano” da titoli o incipit.
Questa “distanza” NON deve disorientare il lettore ma deve creare una impressione di completamento, di armonia, come sinonimo di AFFIDABILITA’.

La prospettiva dell’utente cambia, in funzione dei/della suoi/sua:

  • conoscenza,
  • disposizione psicologica (es. arrabbiato),
  • visione del mondo,
  • visione del sistema di norme,
  • valori,
  • attitudini,
  • bisogni (es. risolver u n problema),
  • identità etnica,
  • condizione sociale,
  • condizione economica e culturale.

Modo partecipativo

Il lettore di un manuale uso e manutenzione è,  molto probabilmente, un lettore diffidente, un lettore che va ala ricerca di una porzione di testo, di un commento, di una immagine e NON di un capitolo intero.
Nel momento in cui ricerca informazioni sul manuale per risolvere “il suo problema”, la sua fiducia nel prodotto o nell’azienda è stata intaccata.
Fargli trovare una informazione chiara in modo rapido, farlo partecipe del “proprio” successo, è probabilmente l’unico modo per riconquistar e la sua fiducia.
In questo modo il lettore diventa l’indiscusso PROTAGONISTA della nostra narrazione, elevandosi al ruolo di “EROE” che ha risolto il problema.

Tempo di lettura

Quando il lettore legge il manuale uso manutenzione NON ha tempo, ha un problema da risolvere ed ogni secondo che passa è fonte di stress e tensione.
Il tempo di lettura è spesso visto come “tempo perso”, tempo sprecato a “cercare qualcosa che non si troverà mai”.
L’impatto emotivo cambia completamente la percezione del tempo e si deve fare i conti con le aspettative del lettore e le sue interpretazioni.

Il potere delle informazioni

Nelle teorie sociologiche, si definisce informazione la differenza di una differenza, inoltre ogni informazione deve produrre “stupore” per avere successo.
Ogni singola informazione/affermazione viene valutata dal lettore, che decide se proseguire la lettura oppure interromperla attraverso un procedimento di:

  • accettazione o
  • rifiuto.

Il lettore fa appello alla propria:

Il potere delle immagini

Il lettore NON ricostruisce semplicemente una sequenza di eventi/operazioni/istruzioni ma, attraverso l’immaginazione, ricostruisce mondi dove gli eventi (le istruzioni) letti generano emozioni, pensieri e immagini mentali.
Tutto viene classificato sulla base di un confronto con un modello stereotipato tramite:

  • uno SCHEMA (etichetta o frame) derivato da esperienze simili registrate nella memoria fino a quel momento (es: ho sempre fatto così …),
  • uno SCRIPT, vere e proprie micro-sceneggiature riferite ad aspetti dinamici che ci fanno apprendere le regole dell’agire orientato allo scopo.

Ad esempio: “fare la spesa” è uno SCRIPT che segue singole sequenze temporali, ovvero SCHEMI come:

  • parcheggiare l’auto
  • prendere il carrello
  • mettere i prodotti nel carrello
  • andare alla cassa
  • pagare, ecc.

Fin dall’infanzia la nostra mente si fonda su connessioni crono-casuali di episodi (ovvero cause-effetti) ed ogni volta l’informazione viene comparata ad una azione simile (la più simile) avvenuta nel passato.
Come detto in precedenza, un manuale uso manutenzione NON è un romanzo, ma è pur sempre una narrazione … e una NARRAZIONE deve essere ATTENDIBILE.

All’interno di un manuale uso manutenzione, ogni informazione o gruppo di informazioni, deve portare ad un risultato, risultato che deve essere quello descritto nel manuale, in linea con le aspettative del lettore-utente.

In caso contrario:

  • il manuale apparirà come un documento INAFFIDABILE,
  • il lettore diventerà molto diffidente,
  • il lettore-utente potrebbe agire di testa propria.

Una NARRAZIONE rappresenta una serie di situazioni ed EVENTI, dove per evento si intende un cambiamento di stato (es. prima-durante-dopo) che potremmo riassumere così:

  • all’inizio : stato di equilibrio (es. funzionamento normale)
  • poi : stato di non equilibrio (es. problema, rottura, ecc)
  • alla fine : ritorno allo stato di equilibrio (es. problema risolto).

Potremmo quindi definire il contenuto dei manuali uso manutenzione come un RACCONTO di:

  • eventi possibili (malfunzionamenti) e
  • eventi consigliati (manutenzioni),

basato sulla cronologia (tempo-azioni), dove il testo narrato deve essere inserito in un formato ORGANIZZATO.

Incastonatura

Tra le varie forme di organizzazione, l’incastonatura assume nei manuali uso e manutenzione un ruolo importante.
L’incastonatura è una narrazione all’interno di un’altra che, a sua volta, ne contiene un’altra che a sua volta ne contiene … e via dicendo.

Esempio molto banale di incastonatura:

  • Capitolo 1: Abitacolo
    • Capitolo 1.1: Comandi
      • Capitolo 1.1.1: Leve
      • Capitolo 1.1.2: Pulsanti
      • Capitolo 1.1.3: Emergenza
        • Capitolo 1.1.3.1: Arresto
        • Capitolo 1.1.3.2: Avviamento
        • Capitolo 1.1.3.3: Uscita

Lezioni americane

Italo Calvino, nelle sue “Lezioni americane”, cerca una via alternativa alla pesantezza, cerca un modo per sottrarre peso alle strutture del racconto e del linguaggio attraverso:

  • leggerezza
  • rapidità
  • esattezza
  • visibilità
  • molteplicità

Ritengo che alcune caratteristiche di questi cinque elementi possano essere applicati ed applicabili anche alla scrittura tecnico scientifica, a volte troppo distante dal lettore-utente.
Calvino ci invita sì a prendere le distanze, ma per prendere quota, per cavalcare “il secchio” (il cavaliere del secchio – Kafka) ed elevarci, assumendo una prospettiva nuova nei confronti dell’altro, ovvero il nostro caro lettore.
Concisione, ripetizione, essenzialità ed economia espressiva sono le fondamenta da cui partire, ma il segreto del successo di una narrazione sta nel RITMO.

Leggerezza – si associa a precisione e determinatezza, NON con la vaghezza o al caso e si può esemplificare in tre accezioni:

  1. alleggerimento del linguaggio,
    1. frasi brevi,
    2. semplicità,
  2. narrazione di:
    1. un ragionamento,
    2. un procedimento,
    3. un processo,
  3. immagine figurale.

Rapidità – attorno ad un nucleo principale, si insiste su ripetizioni, pause, dettagli, ritmo. Una narrazione scorrevole genera piacere nel lettore, ma saltare da un argomento all’altro richiede requisiti che non tutti posseggono:

  • velocità mentale,
  • pensiero di tipo associativo,
  • flusso di coscienza.

Oggi, in un mondo dove le comunicazioni ed i media corrono sempre più veloci, il rischio è quello di ottenere però un effetto contrario: appiattimento della comunicazione.

Esattezza – se per gli Egizi la precisione era rappresentata da una piuma utilizzata per pesare le anime, per Calvino significa:

  • disegno dell’opera BEN FINITO,
  • evocazione di IMMAGINI:

o   visuali, o   nitide, o   incisive,

  • linguaggio PRECISO:

o   lessico, o   termini, o   sfumature del pensiero e immaginazione, EVITARE la VAGHEZZA e l’utilizzo di un linguaggio:

  • casuale,
  • approssimativo,
  • pesante,
  • lento.

Questa perdita di forma, secondo Calvino, è una peste che intacca anche i rapporti nella società.

Visibilità – capacità del lettore di associare IMMAGINI in due modi differenti:

  • dalle parole alle immagini
  • dalle immagini alle parole.

Fantasia e immaginazione sono una potente macchina combinatoria che il lettore mette in campo attraverso:

  • osservazione diretta,
  • repertorio culturale,
  • processo di astrazione,
  • trasfigurazione.

Le immagini solitamente si stabilizzano e LASCIANO TRACCE nella mente ma, allo stesso tempo:

  • assistiamo al diffondersi di un linguaggio “malato” che perde immediatezza e forza conoscitiva.
  • viviamo sempre più sotto una pioggia di immagini, immagini che si dissolvono e NON lasciano traccia.

Questo diluvio di immagini rischia di trasformare la memoria visiva in un deposito di spazzatura, di detriti. PENSARE per IMMAGINI diviene quindi un VALORE DA SALVARE.

Molteplicità – capacità di tessere insieme DIVERSI SAPERI ed enfatizzazione di alcuni aspetti/concetti della narrazione attraverso:

  • ripetizioni,
  • accostamento di termini,
  • riferimento ad oggetti,

senza però essere troppo complessa, per non risultare incomprensibile al lettore o incompiuta (es. Gadda).

Molti spunti, alcune divagazioni ma un solo obiettivo: avvicinarci sempre più al nostro caro lettore.

Noi siamo i NARRATORI del manuale che tiene tra le mani il nostro caro LETTORE che, ancora una volta, si porrà la stessa domanda: “O scrittore, con quali lettere scriverai tu con tal perfezione la intera figurazione qual fa qui il disegno?” (Leonardo da Vinci).

Riferimenti e bibliografia:
Lezioni americane (Italo Calvino),
La comunicazione narrativa (Stefano Calabrese)
Slide e Video-lezioni (Prof.ssa Sara Uboldi)
Appunti personali

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