Ancora sulla formazione: un post-it con data di scadenza

POST-ITCome accennato in precedenti post, in Italia manca ancora un percorso di studi specifico in grado di formare la figura professionale del Comunicatore Tecnico.

Molti che oggi svolgono questo affascinante mestiere, hanno alle spalle percorsi (ed esperienze) differenti tra loro, percorsi che potremmo semplificare e suddividere in sei grandi famiglie:

          Chi ha un percorso prettamente tecnico

          Chi ha un percorso prettamente linguistico

          Chi ha un percorso prettamente letterario

          Chi ha un percorso prettamente umanistico

          Chi ha un percorso prettamente informatico

          Chi ha un percorso prettamente grafico

Questi sei punti rappresentano anche, a grandi linee e in modo non esaustivo, i territori di competenza che dovrebbe avere in dote un Comunicatore Tecnico.

Qualcuno può vantare un doppio percorso scientifico-tecnico (diploma liceo + laurea ingegneria) che, seppur validissimo, lascia scoperti alcuni dei punti elencati sopra.

Risulta quindi evidente che, per formare un Comunicatore Tecnico professionista, servono corsi di formazione mirati e specifici, in funzione del percorso di provenienza.
Non basta un corso generico uguale per tutti:

          chi ha competenze tecniche potrebbe colmare le proprie eventuali lacune in ambito letterario, linguistico ecc;

          viceversa, chi ha competenze letterarie potrebbe colmare le proprie eventuali lacune in ambito tecnico, informatico, ecc.

Come fare però se non esiste una scuola che mi prepara a questa professione?

Ancora una volta la risposta è una ed una sola: autoformazione … costante/continua e confronto con professionisti esperti del settore!

Ovviamente questa è una “teoria” del tutto personale, è il mio punto di vista e non vuole essere una verità assoluta, anzi …

Questa “teoria” mi ha portato, negli anni, a frequentare corsi sulle normative e sulla documentazione tecnica, corsi di grafica, di tecniche di redazione, di fotografia, a confrontarmi con esperti, sempre con il medesimo obiettivo: imparare, crescere, migliorare.

Questa “teoria” mi porta oggi (nonostante età, famiglia, figli e lavoro a tempo pieno) ad essere una “matricola” …
Ebbene sì, proprio oggi, con la prima lezione, inizia un ulteriore nuovo percorso, una nuova sfida: conseguire una Laurea in Scienze della Comunicazione.

Perché proprio Scienze della Comunicazione?
Perchè si parla di Tecnologia della Comunicazione, di Comunicazione visiva, di grammatica, struttura dei testi e tanto altro.
Perché negli anni ho acquisito competenze tecniche, ma la sola tecnica oggi non basta più.
Perché con impegno ho acquisito competenze grafiche, ma la sola grafica oggi non basta più.
Perché è un percorso che può scardinare “lucchetti e porte” che oggi non riesco ad aprire.
Perché, per comunicare meglio, servono competenze allargate che oggi non ho.
Perché questo percorso può offrirmi nuove potenti frecce da aggiungere al mio artigianale arco.

Perchè una Laurea e non un percorso differente?
Perchè non ho trovato percorsi simili alternativi (almeno in Italia e/o in lingua italiana) e perchè una Laurea è in ogni caso un “pezzo di carta” con peso molto diverso da uno o più attestati di frequenza.

Questo non è un semplice post, ma piuttosto un post-it con data di scadenza.
Un post-it che durerà tra anni accademici a partire da oggi.

Questo è il l’inizio di un nuovo ripido percorso, un ulteriore importante pezzo del mio futuro e farò del mio meglio per evitare che il tutto vada a male prima di quella data di scadenza.

Sarebbe bellissimo, fra tre anni, scrivere una data di percorso completato su questo post-it.
Sarebbe bellissimo, fra tre anni, poter contare su competenze nuove.
Sarebbe bellissimo, fra tre anni, stringere tra le mani quell’ importante “pezzo di carta” chiamato Laurea.
Sarebbe bellissimo, fra tre anni, vedere attorno a me un Paese che ha rialzato la testa, un Paese in grado di garantire nuove speranze e nuove opportunità ai giovani e ai meno giovani.
Sarebbe bellissimo !

La strada è lunga, meglio se mi incammino…

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4 Risposte

  1. Ieri, 9 Luglio 2014, si è concluso per me (con una decina di giorni di anticipo) il primo anno accademico.

    7 esami superati su 7.

    Voti che oscillano dal 20 al 30 e Lode.
    Risultato incredibile per me e che mai mi sarei aspettato …!

    E’ stato un anno davvero molto complesso, duro e difficile da gestire, un anno che mi ha succhiato energie e forze, ma che allo stesso tempo mi ha regalato emozioni forti e grandi soddisfazioni.

    Le lezioni seguite in notturna, quando tutto attorno tace, gli occhi vacillano e la mente non ne vuole sapere di apprendere ma vuole soltanto dormire.

    I sabati e le domeniche trascorsi con la testa piegata sui libri con la mente che fugge lontano di tanto in tanto, poi ripresa a fatica con sforzo enorme.

    Tanti concetti nuovi, dai più concreti ai più astratti, concetti che pare non arrivare mai nei magazzini centrali della memoria.

    La tensione, il timore di avere sprecato tempo e di dover ricominciare daccapo, sottraendo ulteriore tempo alla famiglia.

    Ci sono stati anche momenti di sconforto, momenti in cui stavo per mollare tutto, spinto dalla solita terribile domanda: ma chi me lo ha fatto fare?
    Poi, ogni volta, con determinazione, orgoglio e voglia di imparare, mi sono rialzato ed ho ripreso il percorso, passo dopo passo, senza fermarmi.

    Ora volto lo sguardo a quel giorno di settembre in cui ho iniziato questo incredibile percorso … e sorrido.

    Non ho ancora fatto nulla, lo so benissimo, ma la sensazione è quella di avere scalato una montagna altissima, una montagna che intimorisce ma che regala panorami fantastici.

    Questo primo anno si è rivelato un anno molto formativo ed istruttivo, un anno che ha aperto nuove strade e nuove possibili percorsi, un anno che mi ha regalato “compagni di viaggio” con la mia stessa determinazione e voglia di mettersi in gioco.

    Sapevo che sarebbe stato un anno difficile ma la speranza era quella di poter crescere e trovare nuovi strumenti per il mio lavoro (ma non solo).

    Oggi posso dire di avere ricevuto molto più di quanto sperassi, a partire da due elementi che non avevo considerato all’inizio: stupore e meraviglia.

    • Ieri, dopo la conferma di aver superato l’ultimo esame, concludo il mio secondo anno praticamente in pari.

      Secondo anno in cui ho risentito delle scorie e della stanchezza accumulati dall’inizio di questo percorso.

      Secondo anno in cui sono scivolato, inciampato, caduto e rimasto a terra svuotato di ogni energia con lo sguardo rivolto verso il cielo.

      Nubi sempre più scure si addensavano nella mia mente poi, piano piano, mi sono rialzato faticosamente … prima sulle ginocchia sbucciate, poi sulle anche ammaccate ed infine sulla schiena, dolorante ma di nuovo dritta.

      Ho inspirato aria fresca, ho rialzato lo sguardo, ho riordinato le idee ed ho ripreso il cammino.

      Strada facendo ho ritrovato, uno ad uno, tutti gli ingredienti (fiducia, motivazione, forza mentale, determinazione, consapevolezza dei miei limiti e dei miei punti di forza) e sono arrivato alla fine del percorso, stremato ma soddisfatto.

      Ancora una volta programmi impegnativi, concetti a volte un po’ complessi da “sgarbugliare” all’inizio (almeno per il sottoscritto) ma, allo stesso tempo, argomenti estremamente affascinanti ed interessanti che toccano svariati ambiti.

      Tanto impegno, tanta fatica e, ancora una volta, stupore e meraviglia.

      100 crediti acquisiti, 80 ancora da acquisire, ma nessuna discesa, anzi … dopo l’estate dovrò affrontare una nuova impegnativa salita.

  2. Con il superamento dei due ultimi esami previsti dal programma, questa settimana si completa il mio percorso di studi.
    Sono trascorsi tre anni e due mesi da quel post iniziale, tre anni vissuti intensamente e portati a termine con determinazione.
    Vi sono stati anche momenti in cui le energie sono venute meno e l’obiettivo pareva irraggiungibile, momenti in cui mi sono chiesto se valesse davvero la pena andare avanti…
    Alla fine la risposta era sempre la stessa… e ne sono fiero.
    Ora manca l’ultimo tassello, non meno impegnativo ed estremamente affascinante: la tesi, il lieto fine.
    Ma questa e’ un’altra storia, ne riparlerò piu’ avanti.

    • Due marzo duemiladiciassette: The End! Il lieto fine finalmente, con il mio Progetto STORIE TESTACODA® che diventa parte integrante della mia tesi di laurea: http://wp.me/pYL2M-iW.

      “Tu puoi scegliere di chiudere gli occhi sulla realtà, ma non sui sogni”
      (Sergio Bambaren)

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