Fisiognomica e design: il volto nascosto degli oggetti e … di noi stessi

Leggendo il libro “Comunicare con le immagini di Carlo Branzaglia” mi sono posto un paio di semplici domande:

Quanto influisce la fisiognomica sulle nostre scelte?

Quanto sugli acquisti di oggetti e quanto nei rapporti interpersonali?

Per quanto riguarda la scelta di un oggetto credo influisca anche il gusto personale, mentre per quanto riguarda i rapporti interpersonali l’istinto e l’occhio spesso colgono particolari fisici importanti, anche su noi stessi.

Tratto da Wikipedia: Fisiognomica= disciplina che pretende di dedurre i caratteri psicologici e morali di una persona dal suo aspetto fisico, soprattutto dai lineamenti e dalle espressioni del volto. Il termine deriva dalle parole greche physis (natura) e gnosis (conoscenza).

Scrive Branzaglia: << (omissis) differenza tra realtà fisica e realtà fenomenica. La tendenza a catalogare le espressioni umane a partire dai tratti somatici (omissis). **Fra l’altro tutti sappiamo che duplicando specularmente ogni singola metà del nostro viso lungo l’asse verticale ci troviamo di fronte a due volti dall’espressione completamente diversa: una faccia da angelo e una da delinquente. Infatti le nostre metà longitudinali del viso sono diverse in piccoli particolari che però, una volta duplicati, vengono ad assumere una forte pregnanza. (omissis) i tratti somatici esprimono sentimenti e umori  (omissis .  Un volto arrabbiato esprime un sentimento momentaneo, un volto simpatico, invece,  segnala un caratteristica psicologica stabile in colui che lo porta. il che può servire per qualche operazione gadgettistica: capita spesso di imbattendosi in oggetti dotati di espressioni simili al volto umano.>>

Registratori per bambini che “sorridono”, auto che presentano frontali  con “occhi a mandorla” (auto Coreane) o bocche spalancate (Peugeot), oggetti di Design che arredano le nostre case (grattugie, lavandini, sedie, ecc), ma l’elenco potrebbe essere molto lungo…

Vi propongo ora di effettuare un simpatico “esperimento grafico” seguendo l’esempio riportato sopra**:

–          prendete una vostra foto dove comparite frontalmente ed apritela con un sw di fotoritocco;

–          sezionate verticalmente (in mezzeria) il vostro volto;

–          duplicate specularmente prima la parte destra del volto e successivamente la parte sinistra;

–          confrontate i due “nuovi VOI”: destro vs sinistro … e stupitevi !!!

–          ripetete la prova ora con foto di amici e/o collaboratori e scoprite la loro personalità … nascosta.

Ovviamente ho semplificato il tutto sottoponendolo come forma di  gioco, ulteriori approfondimenti li trovate nell’interessante Dispense della Scuola di Counseling Tran teorica di “Prevenire è Possibile” Dott. Lorenzo Barbagli”  di cui riporto un estratto:

Il Viso

Lettura Orizzontale:

l’area frontale:  fino alle sopracciglia si localizza solitamente l’espressione della paura, della preoccupazione, dell’ansia dello stupore e più in generale dunque delle forme di controllo del sé e tutta l’area della riflessività e della cognizione;

l’area mediana (occhi e naso, zigomi e guance) invece ai livelli di emozionalità e dunque Arousal, la pigmentazione, l’arrossamento e il taglio degli occhi esprimono l’emozionalità e anche alcuni aspetti dell’affettività, tanto meno sono espressivi, tanto meno una persona è emotiva;

l’area orale (bocca, mento, mascella e prima parte del collo) infine connessa all’Attivazione (che sia del ruminante o dell’adesivo), le rughe della bocca, la posizione della mascella di solito sono espressioni di rabbia, tensione interna, prontezza ed energie interiori.

Lettura Verticale:

relazionalità interna, ovvero il tipo di relazione tra i due emisferi del viso individuabili metodologicamente mediante la suddivisione del volto e l’osservazione delle due differenti espressioni.

Queste due metà, messe in relazione danno il sapore delle tensioni interne alla persona e dunque verso quale tipologia di personalità essa tende e oppure se essa risulta tale conseguentemente ad una relazione interna o per struttura di personalità. Tanto più le due metà individuate sono affini e/o simili, tanto meno la persona vivrà conflitti interiori ed avrà probabilmente un buon grado di consapevolezza di sé. Resta comunque da tenere presente che contingenze stressanti aumentano la dissociazione interna e dunque differenziano le due metà. Ad un secondo livello alla lettura verticale del volto si fa corrispondere la relazione e/o l’eventuale predominanza degli emisferi cerebrali …

L’emisfero cerebrale destro che governa il lato sinistro del corpo e dunque del volto, sappiamo essere il centro della fantasia, dell’emotività e dunque dell’arousal, della narrazione dell’intuizione. Questa distinzione si inverte nei casi di mancinismo nelle femmine.

L’emisfero sinistro invece sappiamo come sia il centro delle facoltà superiori di controllo, di cognizione, del pensiero complesso, della razionalità. Come queste due aree si relaziono tra loro è indicatore importante.

 Esempio: la metà destra appare depressa, quella sinistra aggressiva e dominante dunque nella persona vige una dominanza della componente emotiva (emisfero destro, connesso alla metà sinistra del viso) che castra e rende probabilmente depressa la metà razionale.

Lettura Trasversale: l’incrocio di questi due livelli di analisi consiste nello scomporre il volto in entrambe le direzioni, in sei astratti quadranti in maniera da valutare le predominanze delle aree verticali a seconda dei due semivolti. Noteremo come spesso in una metà del viso sia dominante l’attivazione mentre nell’altra il controllo. A seconda che questi corrispondano al lato destro o sinistro del volto potremmo capire come vengono gestite le emozioni oppure il pensiero.

Vi sono almeno tre indizi per poter ritenere che una espressione non sia sincera : asimmetria, tempo e collocazione nel corso della conversazione.

1 Asimmetria. In una espressione facciale asimmetrica le stesse azioni compaiono nelle due metà del viso, ma sono più intense su una parte anziché nell’altra. Una spiegazione di questa asimmetria potrebbe essere cercata nel fatto che l’emisfero cerebrale destro sia più specializzato del sinistro nel trattamento delle emozioni: dato che l’emisfero destro controlla gran parte dei muscoli della metà sinistra del viso e il sinistro quelli della metà destra, le emozioni si mostrano con maggiore intensità sulla parte sinistra del volto. In questo senso le espressioni contorte, in cui l’azione dei muscoli è un po’ più accentuata su una metà del viso possono essere un segno rivelatore della falsità del sentimento manifestato. L’asimmetria è indizio di una emozione poco sentita, un’espressione volontaria della muscolatura.

2. Tempo. Le espressioni di lunga durata (dai 10 secondi in su) sono probabilmente false perché le espressioni autentiche non durano così a lungo: la mimica che esprime emozioni davvero sentite non resta sul viso più di qualche secondo. Se la sorpresa è autentica tutti i tempi, di attacco e di stacco,  sono brevissimi, inferiori al secondo.

3. Collocazione del discorso. Se qualcuno finge di arrabbiarsi e dice ad esempio ‘non ne posso più di come ti comporti’ dobbiamo guardare attentamente alla mimica: se i segni di collera nell’espressione facciale vengono dopo le parole, la persona non è poi così adirata come invece sarebbe se l’espressione della collera si stampasse sul viso prima della pronuncia della frase. In ogni caso le espressioni del viso non sincronizzate coi movimenti del corpo costituiscono probabili indizi di falso.

Gli oggetti non hanno quindi un’anima (o non dovrbbero averla) ma hanno forma e a volte un volto. E voi? Che volti avete, sorridenti o arrabbiati?

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Una Risposta

  1. […] L’espressione negli oggetti del design e nel quotidiano […]

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