La forza dei Dettagli

I dettagli fanno la differenza!

Quando, aperto un imballo, ti ritrovi tra le mani un manuale di uso e manutenzione protetto da un sacchetto in plastica sigillato, rimani sorpreso.
Il sacchetto sigillato è un dettaglio che ti fa apprezzare lo sforzo qualitativo e comunicativo del fabbricante, un elemento con il quale sembra volerti dire: “il materiale contenuto all’interno di questo sacchetto è importante e deve essere salvaguardato, trattalo con cura e proteggilo“.

I dettagli possono aumentare il livello di fiducia del consumatore nei confronti del prodotto, della marca o del venditore.

I dettagli fanno vendere di più in alcuni casi, specialmente quando colui che intende acquistare un prodotto online trova informazioni basilari, ad esempio:

  • dimensioni dell’oggetto (es. forno da incasso),
  • dimensioni dei vani che lo devono accogliere,
  • caratteristiche tecniche (es. potenza, peso, funzioni),
  • caratteristiche di fornitura/consegna,
  • accessori compresi e non,
  • recensioni buone e meno buone del prodotto ma anche del fornitore.

La “rete” è popolata da miriadi di siti che offrono servizi di vendita online ma, purtroppo, la cura dei dettagli è spesso approssimativa (es. informazioni mancanti o illeggibili) e, in alcuni casi, la qualità percepita a video non corrisponde con la realtà del prodotto ricevuto.

La cura dei dettagli, dalla fase di acquisto online all’utilizzo del prodotto, viene valutata e percepita dal cliente come indice di:

  • qualità del servizio,
  • qualità dell’azienda,
  • qualità del prodotto,
  • attenzione verso il cliente che ha pagato.

Troppo spesso si sottovaluta – o ignora – l’importanza di alcuni dettagli da indicare sul prodotto, sull’imballo o sul manuale d’uso, anche se apparentemente banali e relativi a situazioni potenzialmente pericolose, ad esempio: non salire sull’imballo, utilizzare guanti protettivi, ecc.

In presenza di questa tipologia di informazioni – e di questa attenzione ai dettagli – ti accorgi della differenza tra un prodotto-azienda ed un altro.

I dettagli fanno ancor più la differenza quando hanno un impatto positivo sulla sicurezza personale e possono spostare la lancetta della soddisfazione del cliente da un estremo all’altro.
!Attenzione! Cura del dettaglio non significa utilizzare inutili e incomprensibili ammassi di informazioni, semplicità e chiarezza sono le uniche cose necessarie.

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Correggere su carta con lo spirito della caccia

“Correggere è un lavoro noioso, lento ma fondamentale.
La carta è ancora oggi lo strumento ideale per le correzioni.
Non fidiamoci della funzione di correzione dei testi, nemmeno della rilettura su schermo, dove gli errori scappano via più facilmente ed alcuni dettagli non si riescono a controllare bene (es. le spaziature). Cercare errori è noiosissimo ma per uscirne vivi si deve alimentare in sé lo spirito della caccia e sentirsi orgogliosi per ogni errore trovato”** 

Attraverso il contatto tattile delle nostre mani e quello visivo “in presentia” dei nostri occhi, un documento cartaceo (anche un semplice foglio) è in grado di restituirci sensazioni uniche ed inconfondibili con le quali nessun documento elettronico è ancora in grado di competere.

I testi, una volta stampati, inchiostrano la carta e si donano a noi inermi lasciandosi toccare, osservare, annusare, sottolineare, evidenziare, barrare, scarabocchiare, odiare o amare.

Se da un lato l’avvento dei formati elettronici (e-mail, pdf, documenti word, ecc.) ha favorito la nascita di sofisticate funzioni di controllo automatico, dall’altro emerge l’inefficacia di questi sistemi in alcune circostanze.

Sono spesso parole semplici ed apparentemente innocue ad ingannare quegli agguerriti “sceriffi automatici”, parole come “altro” fuggono via mascherate (es: “alto”) e, come invisibili virus, si annidano tra le righe pronte ad innescare incomprensioni e caos.

Strette le une alle altre quelle piccole e ordinate macchiette prima si nascondono (a video) poi ricompaiono (o scompaiono definitivamente) sulla carta, insidiate dal vorace appetito di penne rosse, matite appuntite ed ammennicoli vari guidati nervosamente da occhi sgranati.

A volte è addirittura imbarazzante prendere atto della quantità di errori comparsi magicamente sulla carta stampata e beatamente passati inosservati ai nostri ripetuti controlli a video, si arriva addirittura a dubitare che il documento sia il medesimo.

Che si tratti di una e-mail o di un documento ufficiale, le prime correzioni le effettuiamo inizialmente a video, a volte questo ci basta e risulta sufficiente, in altre situazioni (testi molto lunghi o complessi) l’unica soluzione è quella di ricorrere alla stampa su carta ed iniziare una nuova e spietata caccia all’errore.

Nonostante il mio rapporto con i testi sia sempre stato piuttosto complicato e conflittuale, ho imparato ad apprezzare quel lento lavoro di ricerca e caccia, anche quando sembra senza vie d’uscita o non finire mai.

Mi appassionano in modo particolare quelle attività di revisione e riduzione dove i testi sono da smontare, sminuzzare, ridurre, cucire e riassemblare mantenendo invariati senso e significato, a volte inciampo, a volte cado, ma ogni volta mi rialzo pronto per riprendere a “correggere con lo spirito della caccia”.

Una sola raccomandazione: stampiamo su carta soltanto se necessario e limitando il consumo di inchiostro, siamo cacciatori non bracconieri.

Buona caccia a tutti!

**Bibliografia: Testa Annamaria 2014, “La parola immaginata – il Saggiatore

SolidWorks Composer o Creo Illustrate?

Non vi chiedo di determinare un vincitore, vi chiedo di raccontare la vostra esperienza utilizzando uno o più dei seguenti punti:

Punto 1) consiglio SolidWorks Composer perche’…

Punto 2) consiglio Creo illustrate perche’…

Punto 3) le tre principali criticità di SolidWorks sono…

Punto 4) le tre principali criticità di Creo Illustrate sono…

Due potenti software ed un solo obiettivo finale: produrre documentazione tecnica di qualita’ per descrivere prodotti che potrebbero andare dal cavatappi alle macchine semoventi ed oltre.

Grazie in anticipo a chi dara’ un contributo.

Lo Stile di Guida migliore? Calibrato!

Limpido.

Pratico.

Calibrato.

Bastano tre aggettivi per descrivere il libro “Guida di Stile” di Luisa Carrada?

Certo, avrei potuto elencarne molti altri: delizioso, organizzato, misurato, utile, ecc. Ma… meglio “evitare l’eccesso di aggettivi”.

Certo, avrei potuto sottolinearli, scriverli in grassetto o (racchiuderli tra parentesi) nel tentativo di farli risaltare. Ma… a volte basta un corsivo.

Certo, avrei potuto utilizzare una frase con oltre 40 parole per tessere le lodi e glorificare ulteriormente questo succulento distillato di informazioni che ciascuno di noi dovrebbe tenere sempre a mente o a portata di mano perché, in qualche modo, siamo sempre più social-writer. Ma… 25 parole sono più che sufficienti, spesso ne bastano anche meno. La semplicità paga, sempre.

Certo, avrei potuto continuare con queste stupide ripetizioni, inoltre avrei potuto utilizzare molti altri connettivi. Ma… ripetizioni e connettivi risultano pesanti.

Come non citare inoltre le doppie negazioni e non ricordarmi di non utilizzarle? Impossibile!

Bastano quindi tre soli aggettivi per descrivere il libro “Guida di Stile” di Luisa Carrada?

Leggetelo.

Misuratelo…

… e fatevi Guidare.

https://luisacarrada.it/i-miei-libri/chiavi-di-scrittura/

La Professione del Perito Industriale – Normativa Europea

Quando si parla o scrive di Professioni (e relativi Albi, Ordini o … disordini…) il rischio di perdersi all’interno di complessi labirinti ed argomenti spinosi e’ concreto.

Tralasciando quindi volontariamente labirinti e spine, ho ritenuto utile (spero) raccogliere e condividere informazioni relative alla professione del Perito Industriale che, in un mondo in continua evoluzione, potrebbe offrire qualche spunto o qualche opportunità ai giovani ma anche ai meno giovani.

La professione del Perito Industriale, come altre, è regolata da norme e decreti che prevedono diversi obblighi, ad esempio:

  • il superamento di un esame di Stato,
  • l’iscrizione all’interno di un Albo (versamento quota annuale),
  • una formazione continua (crediti formativi obbligatori/anno),
  • ecc.

Come diventare un Perito Industriale abilitato all’esercizio della professione in Italia: www.cnpi.eu/misure-semplificate-per-diventare-perito-industriale-in-italia/

Chi sono i Periti Industriali:www.cnpi.eu/identita/

Legislazione europea relativa alla professione di Perito Industriale: www.cnpi.eu/la-professione-in-europa/

ELENCO QUALIFICHE DEL PERITO INDUSTRIALE (INDUSTRIAL ENGINEER)

  • Perito industriale in costruzioni ambiente e territorio
  • Perito industriale in impiantistica elettrica ed automazione
  • Perito industriale in meccanica ed efficienza energetica
  • Perito industriale chimico
  • Perito Industriale in prevenzione e igiene ambientale
  • Perito industriale informatico
  • Perito industriale design (attualmente in fase di definizione)

Ora un paio di esempi sulle attivita’ di due diversi indirizzi:

Esempio 1: Descrizione attività del Perito industriale in meccanica ed efficienza energetica

“… conduce alcuni ruoli professionali all’interno del processo produttivo del settore meccanico che possono essere considerati strategici per la realizzazione del prodotto o dell’impianto o per la messa in opera di nuove tecniche di produzione: progettista; responsabile/consulente della progettazione, del collaudo e della manutenzione; responsabile/consulente di produzione; direttore tecnico; esperto del controllo di qualità in produzione; consulente specialistico in merito a sicurezza, salute e ambiente; consulente specialistico per l’implementazione dei sistemi di qualità; consulente per l’applicazione delle Direttive Comunitarie nell’ambito della marcatura CE, PED; esperto/consulente specialistico in infortunistica stradale; esperto in impianti tecnologici; esperto in impianti di benessere ambientale; esperto in strategie di risparmio energetico; progettista per gli impianti e la industrializzazione di tessili.”

Esempio 2: Descrizione attività del Perito industriale informatico

“…responsabile per la progettazione, direzione lavori, realizzazione e collaudo, manutenzione e assistenza tecnica di impianti ed apparati elettronici, elettrici, automatismi e di telecomunicazione informatica opera all’interno di diverse aree di lavoro quali, ad esempio, l’elettrotecnica, elettronica componentistica HF/LF, automazione industriale, impianti speciali, impianti elettrici MT/bt, ponti radio, reti telefoniche e informatiche, domotica, sistemi portanti, onde convogliate e sistemi informatici (ad esempio elaborazione dati amministrativi, automazione industriale, sicurezza e privacy nelle transazioni, integrità dei dati, ecc.); • responsabile per la misurazione, le perizie estimative e le verifiche, relativamente ai settori sopra elencati; • consulente nella gestione aziendale; • responsabile/esperto della privacy e certificazione in area Internet; • analista dei sistemi; • docente e/o formatore.”

Area istituzionale CNPI (Collegio Nazionale Periti Industriali e Periti Industriali Laureati)

Decodifica aberrante: un problema rilevante

Canale di comunicazione.

Questo è il nome con cui si identifica il complesso filo che lega una fonte emittente (colui che scrive, parla, gesticola, ecc) ad una fonte ricevente (colui che legge, ascolta, osserva, ecc).

Abbiamo certamente una comunicazione quando la fonte emittente ha l’intenzione di comunicare (es. quando scriviamo un documento) ma, secondo il sociologo tedesco Niklas Luhmann (1927-1998), la comunicazione si realizza quando il ricevente ottiene un’informazione, ovvero quando si genera un’informazione per lui.

Partendo dal concetto che “ogni nuova informazione è una differenza di una differenza” possiamo affermare che la comunicazione si realizza quando c’è comprensione “di quella differenza” da parte del ricevente.

Di fatto la comunicazione è la sintesi di tre selezioni che agiscono insieme e in contemporanea:

  • Informazione (generata da una fonte emittente),
  • Emissione (attraverso un canale di comunicazione),
  • Comprensione (da parte del ricevente).

Decodifica aberrante

La grande libertà di decodifica del ricevente ed il “rumore” presente nel canale di comunicazione incidono sulla qualità della comunicazione, entrambi sono in grado di ridurre o compromettere l’informazione.

Il codice rappresenta la chiave comune, l’unica chiave che consente al ricevente di “aprire il cassetto” contente l’informazione. Il codice rappresenta l’insieme delle regole condivise utilizzate per comunicare (es. un linguaggio controllato).

Con il termine rumore si intende ad esempio l’utilizzo di termini complessi, traduzioni errate, frasi troppo lunghe, testi poco leggibili, supporti inadeguati, ambienti non confortevoli, rumore vero e proprio che distrae e tanto altro.

Quando la decodifica del ricevente, ovvero la libera interpretazione dell’informazione, è molto diversa da quella generata e voluta dalla fonte emittente, si ha una decodifica aberrante che può generare incomprensioni.

Altri elementi in grado di innescare una decodifica aberrante:

  • carenza di codice (es. linguaggio incomprensibile),
  • disparità di codici (es. utilizzo di termini specialistici per utenti non tecnici),
  • interferenze (es. dispersione delle informazioni),
  • delegittimazione dell’emittente.

Una decodifica aberrante può produrre distorsioni involontarie, anche quando il ricevente possiede i medesimi codici della fonte emittente.

Agli occhi di riceventi differenti l’informazione non è sempre la stessa ma è sempre differente, questo perché ciascun ricevente interpreta e comprende l’informazione a modo proprio seguendo schemi ed inferenze del tutto personali da ricollegare ad altre rilevanze.

Possiamo quindi affermare che la comunicazione inizia dal ricevente (il nostro cliente più importante), individuare e condividere un codice comune (es. un linguaggio) è quindi il primo passo per limitare eventuali problemi di decodifica.

Allo stesso tempo dovranno essere limitate tutte le possibili fonti di rumore sfruttando tecnologie (es. supporti adeguati) e metodi efficaci (es. tecniche di scrittura).

Comunicazione Vs Percezione

A differenza del concetto di Luhmann relativo al ricevente, il concetto sociologico di comunicazione prevede una intenzione comunicativa volontaria da parte di un emittente.

Questi due concetti di comunicazione si distinguono da quello di percezione, si parla infatti di percezione quando un individuo percepisce informazioni anche in assenza di una comunicazione intenzionale, ad esempio:

  • ascolta il rumore della pioggia,
  • tocca un oggetto caldo/freddo,
  • osserva il panorama.

Soltanto quando l’informazione uditiva, tattile o visiva è arricchita da una dimensione aggiuntiva (es. il commento o il gesto volontario di una persona, un cartello, un testo, ecc) si attiva il canale della comunicazione.

Linguaggio controllato, semplice no?

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