Illustrare macchine complesse progettate per ottenere risultati banali

Macchine più o meno complesse e sistemi evoluti popolano sempre più i nostri spazi e le nostre giornate, sostituendoci o supportandoci nelle attività quotidiane.

Quelle macchine e quei sistemi devono però essere provviste/i di istruzioni e illustrazioni dettagliate in grado di spiegarne l’uso in sicurezza ed il corretto funzionamento.

Oggi, grazie a diversi strumenti (normativi e software), siamo in grado di produrre documenti chiari, sicuri, che “non dovrebbero” lasciare spazio alle interpretazioni.

Già interpretazioni …. Ma allora come definire, tenere conto e magari illustrare “l’uso scorretto ragionevolmente prevedibile” di macchine complesse?

Nei primi anni del 1900 lo ha fatto, in modo umoristico, l’illustratore britannico William Heath Robinson (1872-1944)  .

L’articolo “State of the art” descrive e raccoglie alcune delle incredibili e affascinanti illustrazioni delle macchine di WH Robinson.

Nota: Articolo tratto da: IVTinternational

Nella cultura anglosassone, la sua opera è talmente celebre che l’espressione “Heath Robinson” viene usata idiomaticamente per riferirsi a una macchina assurdamente complessa progettata per ottenere un risultato banale. Una delle macchine realizzate durante la Seconda guerra mondiale per decifrare i messaggi in codice tedeschi fu battezzata Heat Robinson in suo onore.

Le macchine rappresentate nella produzione di Robinson sono generalmente manovrate da uomini stilizzati, calvi e con gli occhiali; sono alimentate da macchinari a vapore o termici, e comprendono spesso complessi sistemi di leve e pulegge. L’aspetto umoristico consiste in genere nel fatto che usano metodi estremamente complessi per ottenere risultati banali, come rompere una noce.

Incredibile come le fantasiose illustrazioni di Robinson non si discostino molto dalla realtà, anzi … in alcuni casi è la realtà che supera la fantasia, con conseguenze devastanti: infortuni di ogni tipo.

UltraCellulari ma … la temperatura ?

Arriva l’estate … e si accendono i climatizzatori nelle case, nei centri commerciali, nelle aziende, negli uffici, in ogni luogo, trasformando balconi fioriti in veri e propri eliporti.

Arriva l’estate … e ciascuno di NOI, soldati della “Generazione 20 gradi”, inizia la propria crociata.

Alcuni hanno freddo: “ci saranno 15 gradi …”

Altri hanno “ancora” caldo: “ci saranno 30 gradi … ”

Discussioni animate lasciano il posto a borbottamenti, mugugni, prese di posizione estreme, sguardi di … ghiaccio e/o di fuoco.

Chi ha ragione? Chi ha torto? Forse entrambi … probabilmente nessuno.

In che modo si potrebbe stabilire il vincitore della disputa? Quale strumento utilizzare?

A questo punto mi guardo attorno e vedo quasi ovunque telefoni di ultima generazione protetti da splendidi gusci, coloratissime immagini che splendono su luminosi schermi pronte a svelare ogni segreto in punta di dita, APP di ogni tipo, GPS, Wi-fi, 3G, EDGE, connessioni satellitari e tanto altro.

Ottimo, a questo punto basterà affidarsi a questi magnifici strumenti e il segreto verrà svelato, sapremo finalmente la temperatura dell’ambiente in  cui ci troviamo ma … che succede?

Nessuno di questi ultra-mega-iper-tecnologici strumenti (ex telefoni …) non riescono a dipanare il dubbio.

Domanda: perché i principali costruttori mondiali di telefoni cellulari non prevedono un banalissimo termometro in questi strabilianti oggetti? E’ così complesso o sono davvero riuscito a scovare le uniche 15 persone al mondo con cellulare SENZA termometro?

Personalmente credo che un termometro potrebbe in qualche caso “alzare il velo” e rivelare/evidenziare temperature “preoccupanti” per la sicurezza degli utenti, specialmente durante telefonate di medio-lunga durata, dove  l’aumento di temperatura è confermato dal contatto telefono/polpastrelli.

Non so se nei vari manuali di questi “compagni di vita” tecnologici vengano specificate temperature min/max consentite o sconsigliate per un utilizzo in sicurezza (uso previsto – utilizzo non consentito)… sarebbe bello scoprirlo, da quanto ne so si parla di temperature che potrebbero danneggiare “solo” batterie o altri componenti e in ogni caso si parla di “temperature troppo elevate” senza specificarne limiti minimi o massimi. Cosa si intende per “temperatura troppo elevate”?

Vero è che, in alcuni casi, la temperatura potrebbe essere falsata dal contatto costante del telefono con il corpo o con gli indumenti (es portato per ore nelle tasche dei pantaloni). Nei micro-manuali forniti con i cellulari solitamente si sconsiglia il contatto diretto con il corpo.

Su questi benedetti telefoni cellulari si scrive ormai di tutto (nel bene e nel male), magari tutti voi avete telefoni con termometri più o meno sofisticati e quanto sopra si risolve in una nube di chiacchiere.

Avere la possibilità di controllare/verificare la temperatura di un ambiente tramite cellulare potrebbe rivelarsi estremamente utile e garantire, in alcuni casi, la SICUREZZA delle persone in quell’ambiente. Solitamente nei micro-manuali forniti si consiglia di spegnere i telefoni in ambienti a rischio esplosione con una nota molto generica, non particolarmente per le temperature ma per eventuali scintille… PS: tra queste AREE, oltre a tante altre, vi sono le AREE SOTTOCOPERTA DELLE IMBARCAZIONI, le aree in prossimità di distributori di carburante (anche GPL…), ecc. Lo sapevate? Voi spegnete il cellulare mentre fate rifornimento col telefono in tasca e magari a un palmo del serbatotio aperto?

Il dubbio rimane, perchè non si prevede un termometro? Qualcuno ha la risposta?

E dopo il termometro sarà la volta di un microscopico rilevatore di gas: ogni anno stufe e la disattenzione mietono vittime e solo pochissimi si dotano di appositi sensori da installare in casa … ma tutti abbiamo un cellulare.

E voi?Avete un cellulare con termometro?

S(a)bryna: dall’idea al brevetto … andata e ritorno

Da tempo coccolavo un’idea (CLICCA QUI per vederla),  una delle tante che popolano la mia mente come tante nuvolette bianche nel cielo azzurro.

Durante questo periodo forzato (ahimè) di riposo, ho avuto tempo e modo per dare forma a questa idea, pertanto cerco di illustrarla in modo molto semplice ed inizio con il quesito che le ha dato vita: come faccio a sapere se il mio congelatore si è scongelato? Durante periodi di assenza prolungati, potrebbero verificarsi infatti interruzioni della fornitura di energia elettrica anche prolungati (o malfunzionamenti temporanei di vario tipo). Come sapere quindi se gli alimenti hanno subito uno scongelamento ed un successivo ri-congelamento? Mangiarli potrebbe essere molto pericoloso per la nostra salute.

I metodi possono essere diversi, ma i risultati potrebbero non essere evidenti.  Alcuni nuovi congelatori prevedono appositi accessori che segnalano e tengono traccia di eventuali interruzioni di corrente.

E nei vecchi congelatori? Come fare?

In realtà esistono alcuni metodi “fai da te” come: posizionare un contenitore (bottiglietta, vasetto) con una piccola quantità di acqua nel congelatore e capovolgerla;  oppure utilizzare uno-due cubetti di ghiaccio all’interno di un contenitore o di un sacchetto, se sciolti significa che la temperatura si è alzata oltre lo zero.

Allora perché non pensare a qualcosa di specifico da utilizzare? Qualcosa in grado di definire il tempo di scongelamento in funzione della quantità di liquido contenuto? Dopo alcune brevi ricerche ho notato che in commercio non esiste nulla (o almeno non ho trovato nulla di simile).

Ecco allora che l’idea prende forma e nasce S(a)bryna, “la sentinella del tuo congelatore”.

Nei giorni scorsi ho cercato di capire se l’idea poteva essere brevettata (non è una invenzione di materiale in quanto il materiale è di uso comune) o tutelata ma, a quanto pare, sarebbe una spesa inutile e l’idea poco difendibile in caso di contestazioni o esemplari prodotti da parte di altri.

Il mondo dei brevetti è vasto e complesso e spesso garantisce una “copertura totale” solo a fronte di investimenti e spese importanti.

Le possibilità per “proteggere” le nostre/vostre idee sono tante, ma le forze (tempo e denaro) da mettere in campo sono molte di più. Provatele tutte, non demordete ma fate attenzione, fatevi consigliare da esperti in materia, a partire dalla Camera di commercio della vostra città che sapranno darvi consigli per marchi, loghi ,siti, idee e tanto altro.

Se pero’ conoscete persone di fiducia nel settore tanto meglio.

Per quanto riguarda la mia idea… Peccato, però mi sono divertito.

Time Management: combattere i LADRI di TEMPO

Nei giorni scorsi ho partecipato alla seconda ed ultima lezione di Time Management tenuto da META, ovvero come ottimizzare e migliorare l’organizzazione del nostro tempo lavorativo eliminando gli sprechi e combattendo i LADRI di TEMPO.

Se eliminare gli sprechi significa (anche, ma non solo) analizzare e magari rivedere/riorganizzare le abitudini personali quotidiane consolidate nel tempo, combattere i LADRI di TEMPO significa gestire in modo migliore i rapporti con tutti coloro che ci “rubano” tempo: mail non pertinenti, telefonate inutili, richieste che dovrebbero essere fatte ad altri, interruzioni frequenti di vario tipo, ecc…

Molti di noi fissano ogni giorno obiettivi e scadenze ma, spesso, capita di arrivare in ritardo con date e consegne.

Esiste un perchè?

Sì, esiste e probabilmente non è solo: tutte quelle mail a cui abbiamo risposto immediatamente o quelle telefonate a cui non abbiamo saputo dire “sono occupato, ti richiamo più tardi” ci hanno RUBATO TEMPO…

Così come il nostro (bravo) docente Antonio Torlai (Training META) lo ha chiesto a noi, io lo chiedo a voi:

Qual’è la vostra definizione di tempo? il tempo è….? Denaro? Tiranno? …?

Beh, in alcuni casi anche questo, ma soprattutto il TEMPO è VITA !!! Non dimentichiamolo !!!


La mucca viola

Interessante lettura con tantissimi casi reali di marketing efficace, ideale per chi ha qualche idea, meglio se innovativa : LA MUCCA VIOLA di Seth Godin

MecBuc Ultraslim: Eppol Reality Effect

MEC BUC Ultraslim

Presentati i nuovi MecBuc Ultraslim, i pc più sottili e leggeri mai prodotti al mondo (meno di 80 grammi).

Monitor 7” con la nuova ed esclusiva tecnologia Eppol Reality Effect : effetti 3D e colori realistici senza precedenti.

Con Eppol Reality Effect il PROTAGONISTA SEI TU, l’esclusivo ed innovativo toucscreen ti permette di entrare in contatto con la realtà virtuale di questo prodotto unico.

Sfrutta al massimo la potenza del Processore Light-Core e naviga in rete grazie alla tecnologia WhyFly.

Chattare con i tuoi amici è semplice con la tecnologia Yellow-Smailkaptur.

MecBuc Ultraslim inoltre è AMICO DELL’AMBIENTE, costruito con materiali sicuri e riciclabili al 100%.

MecBuc Ultraslim NON consuma energia elettrica e NON prevede l’utilizzo di batterie.

E TU? Cosa aspetti? AFFRETTATI e clicca sulla foto per avere lo sconto del 50% !!!

Ovviamente questo è solo un gioco (tratto da uno scherzo reale fatto ad un amico…). Ho voluto solamente ricordare che spesso siamo vittime di annunci irreali, vere e proprie truffe. Occhi aperti quindi.

Però se sostituissi l’immagine e migliorassi il testo … forse qualche acquirente lo troverei. Il prezzo? Beh, è un MEC, quindi …!!!

Concorso DixEAN Revolution … tutto vero !!!

Clicca qui per vedere le immagini dell’evento.

Ora ne ho le prove, non era un sogno ma la splendida realtà. Organizzazione dell’evento impeccabile ed esperienza fantastica.

Servizio e immagini dei vincitori del concorso DixEAN Revolution e del Premio Arte legati all’ 11° Premio Cairo anche sul numero di Novembre 2010 della rivista mensile Arte della Cairo Editore.

Riporto sotto un riassunto di quanto avvenuto (tratto da: www.milanopress.it).

DixEAN Revolution: proclamati a Milano i vincitori del “Premio Speciale Nuove Tecnologie”

”La confezione del vostro detersivo è bella, ma senza quelle strisce sarebbe ancora più bella”. E’ nato così, dalla provocazione di una consumatrice, il progetto di Henkel che ha chiesto a giovani artisti, ma anche a persone comuni, di re-interpretare creativamente il codice a barre di Dixan Piatti, uno dei prodotti di punta dell’azienda. Ai giovani designer, che da subito hanno aderito al progetto creando opere di grande qualità presentate in anteprima al FuoriSalone del Mobile di Milano, si sono aggiunti anche molti artisti che hanno accolto il medesimo invito attraverso il bando pubblicato sulla rivista Arte, il sito del magazine o il sito DixEAN Revolution e hanno inviato centinaia di elaborati, creativi, inediti, bellissimi. E’ stato infatti il successo di critica e di pubblico registrato durante il FuoriSalone del Mobile a propiziare la collaborazione con la rivista Arte e a suggerire a Henkel di firmare il secondo capitolo di questa straordinaria avventura creativa, inserendo “DixEAN Revolution” nel quadro del Premio Cairo, oggi una delle più importanti manifestazioni artistiche italiane, giunta alla undicesima edizione. Nel corso di questi mesi una Giuria composta dalla redazione di Arte, da Franco Gervasio, regista e artista visivo contemporaneo, da Antonello Fusetti, Direttore della Scuola Politecnica di Design di Milano e dai componenti di Henkel Italia, ha selezionato tutte le opere e ha decretato i vincitori, premiati giovedì 28 ottobre al Palazzo della Permanente di Milano. Ospite d’onore lo storico dell’arte Philippe Daverio cui è stato affidato il compito di commentare il valore artistico e culturale del progetto, di stimolare il confronto con gli autori, di fare emergere l’inconsueto connubio fra arte, tecnologia, consumi quotidiani di cui le opere del “Premio Speciale Nuove Tecnologie” sono espressione. Che si parli di “arte”, “nuovi linguaggi”, “forme espressive” –Philippe Daverio ne ha dato la definizione più adeguata – in fondo non è importante, quello che invece è da rilevare è la risposta entusiasta, ampiamente superiore alle aspettative, che hanno dato sia professionisti della creatività sia normali consumatori che hanno liberato la loro fantasia e il loro talento creativo. “Siamo molto soddisfatti di questa iniziativa – ha commentato Alessandro Martello, Category Marketing Manager Henkel – DixEAN Revolution ci ha confermato che anche prodotti di uso quotidiano come il detersivo per i piatti e relativo codice a barre (il normale codice EAN European Article Number, presente su tutte le etichette) possono stuzzicare la fantasia fino alla realizzazione di opere d’arte moderne, alcune delle quali veramente pregevoli. Inoltre siamo contenti – senza per questo volerci trasformare in “talent scout”- di avere contribuito a scoprire tanti giovani talenti. Questo aiuta ad avvicinare il mondo delle imprese ai giovani, può fare conoscere in modo più approfondito tante realtà produttive e distributive, fa capire che cosa c’è dietro i prodotti che tutti noi usiamo quotidianamente e, perché no, rafforza il patto di amicizia e fedeltà con i consumatori che sempre più numerosi scelgono Dixan Piatti.” Al vincitore assoluto del “Premio Speciale Nuove Tecnologie DixEAN Revolution”, Davide Beltrami di Reggio Emilia, sposato con due figli, un perito industriale di grande talento che ha però al suo attivo anche numerose esperienze come esperto di visual design e grafico multimediale, e a Elena Bussolaro, ventiquattrenne illustratrice e pittrice bellunese, risultata prima nella categoria “giovani”, sono andati, rispettivamente, un ambitissimo IPad e una borsa di studio da € 1000. L’iniziativa Henkel, partita al FuoriSalone del Mobile di Milano e che già al suo esordio aveva attirato centinaia di visitatori, giornalisti, designer, architetti, studenti delle scuole di moda, design e arredamento ma anche comuni consumatori e generato decine di articoli sui media, è letteralmente “esplosa” sul Web dove è stata ripresa da innumerevoli blog, ha alimentato forum, è stata messa su Facebook. Ne sono seguiti la collaborazione con la testata Arte, la prosecuzione dell’avventura creativa di DixEAN Revolution, l’inserimento nel prestigioso Premio Cairo e, ancora una volta, la risposta spontanea e appassionata del pubblico. Un risultato che conferma non solo il valore del progetto culturale ma che è, forse, l’indicatore di un vero e proprio fenomeno di tendenza. Questa è DixEAN Revolution, una rivoluzione creativa che per Henkel è appena iniziata.
Milano, 29 ottobre 2010                                                                                                         Silva Valier

Nasce l’Alesatoredivirgole

Ciao a tutti.

Con il mio primo articolo, vi informo che che è nato l’Alesatoredivirgole.

Chi è? A chi si rivolge? Di cosa si occupa? Ma soprattuto cosa vuole?

Non voglio annoiarvi troppo, quindi se siete appassionati di comunicazione tecnica/grafica, di techncical writing e dintorni, o se volete le risposte alle domande riportate sopra, leggete le schede di approfondimento.

Se non siete interessati agli argomenti trattati dal blog, grazie lostesso per la visita e perdonatemi se vi ho rubato un poco del vostro prezioso tempo.

Alesatoredivirgole

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